Tanto spende il Comune per fioriere, panchine, muri imbrattati, segnali divelti
I vandali ci costano 70mila euro l'anno
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Le fioriere distrutte sul corso MatteottiE nella notte rompono a sassate le insegne di due gelaterie a Marina
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CECINA. Sapete quanto ci costano le fioriere rotte, i muri imbrattati dalle vernici spray, le panchine divelte, i lampioni presi a sassate? Circa 70mila euro l'anno. Si tratta di un conto approssimativo perché la stima esatta varia di anno in anno in base al numero e all'entità o gravità deli episodi di teppismo. Se poi aggiungiamo gli interventi di Rea per ripulire le strade dai cocci o sostituire i cassonetti incendiati il conto lievita. Conto che pagano tutti i cittadini, mentre chi spacca e distrugge la fa quasi sempre franca. L'escalation invernale di raid vandalici nella nostra città è preoccupante. Prima le scritte sui muri - ormai una costante - poi la luminaria natalizia presa di mira nei giorni natalizi, quindi il raid di Capodanno fra corso Matteotti, via Diaz e viale Marconi che è costato decine di fioriere. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto da far intervenire - seccato - anche il nuovo parroco del Duomo che ha parlato di «atti insulsi di spregio», richiamando le famiglie a vigilare sui propri figli. E' intervenuto anche l'assessore alla sicurezza Giancluca Barbato per dire che la prima cosa che farà nel 2011 il Comune è l'installazione di telecamere. Un deterrente, indubbiamente, anche se i problemi restano perché monitorare tutto il corso (e non solo) è impossibile. Le mani dei teppisti, poi, si sono armate di nuovo la scorsa notte. Stavolta a Marina. Se la sono presa con le insegne luminose della Gelateria Marina, sia in viale della Vittoria che in viale Galliano. Un'attività sempre aperta per le feste. E un'azione messa a segno in una zona comunque sufficientemente illuminata dove ci sono anche le telecamere della farmacia e della banca. L'episodio è stato denunciato alla polizia dai titolari dell'attività. Mentre le azioni di vandalismo si ripetono con ritmi allarmanti, in municipio si cercano soluzioni. Quella delle telecamere è una delle strade scelte dall'amministrazione comunale che sta valutando alcuni aspetti tecnici. «Dopo averle sistemate in piazza Carducci - fa notare l'assessore al patrimonio Michela Ghezzani - i risultati si sono visti», Ma l'assessore confessa anche che le armi contro questo tipo di episodi spesso sono spuntate. E, il più delle volte, a palazzo civico non resta che intervenire per riparare i danni, raschiando il fondo del barile dai bilanci sempre più miseri per recuperare i soldi. In città, però, cresce la preoccupazione. Cittadini e commercianti invocano maggiori controlli. C'è chi chiede l'istituzione di un vigile di quartiere, chi invoca pene certe per chi è sorpreso ad accanirsi contro il patrimonio pubblico (ma anche privato), chi come Franco Rindi (vedi articolo sotto) chiede anche di riaprire al traffico certe aree pedonali in modo che siano più controllabili. A.R.
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