Il Tirreno

È allarme piante pericolanti

Mario Moscadelli
È allarme piante pericolanti

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È allarme piante pericolanti nel comune di Rosignano. Un allarme che ha portato l'amministrazione comunale a stanziare d'urgenza 34mila euro per l'abbattimento e la potatura di ben 60 alberi. Per la precisione, ne saranno buttati giù 45. Mentre il resto sarà oggetto di un'attenta manutenzione visto il loro precario stato.

Ma questa lista di verde-killer comprende solo una parte degli arbusti che avrebbero bisogno di un pronto intervento perché a rischio di crollo. Intervento che l'agronomo comunale Stefano Pace raccomanda da tempo, ma come capita spesso si agisce solo quando succede il fatto. Come in questo caso. La determina 1260 del 23 dicembre scorso con cui si impegnano 34mila euro per "servizio di abbattimento e potatura urgente di alcune piante del territorio comunale" arriva, infatti, dopo l'episodio successo lo scorso 8 novembre in via Gramsci a Marittimo. Qui, quando erano circa le 9, un vecchio cipresso cadde sulla strada, colpendo quattro auto. Si sfiorò la tragedia, visto che una di queste macchine era in transito e a bordo c'erano madre e figlio. Un vecchio e mal ridotto cipresso, che sotto la spinta di un forte vento si staccò da terra. Colpa non solo dell'età dell'arbusto in questione, ma anche di una cattiva (se non scarsa) manutenzione. Questo episodio ha fatto spalancare gli occhi all'amministrazione comunale, che finalmente ha deciso di intervenire per mettere in sicurezza almeno le situazioni ad alto rischio. E così ecco che è stato predisposto e finanziato l'abbattimento di 45 piante, che sarà eseguito dal personale di Rea: 20 sono cipressi che si trovano lungo quella via di Marittimo, gli altri (nella maggior parte dei casi si tratti di pini, ma ci sono anche lecci, querce e cipressi) sono sparsi lungo le strade tra Castiglioncello, Rosignano e Vada.

Ma l'allarme non cesserà dopo l'abbattimento e la potatura di queste piante. Secondo l'agronomo comunale Pace, infatti, «c'è un'altra lista di interventi urgenti da fare in zone tra l'altro molto frequentate dai cittadini». Anche da bambini. È il caso della pineta Marradi e del castello Pasquini. Ma anche della pineta alle Spianate e delle numerose querce presenti nelle frazioni collinari. Ma, vuoi per i moti massacranti colpi alla cassa dell'ente vuoi per le scelte politiche passate sul verde (i tanti soldi che il Comune versa a Rea per la cura del verde servono solo per taglio erba e fiori), si lascia andare, nella speranza che non accada niente di grave.

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