Il Tirreno

Marchi (Md): «Sull'estrazione di salgemma avevamo ragione noi»

Maurizio Marchi di Medicina Democratica
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Maurizio Marchi di Medicina Democratica

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ROSIGNANO. «Avevamo ragione sul salgemma: l'estrazione massiccia del minerale è incompatibile con la risorsa idrica della Val di Cecina». Questa l'analisi di Maurizio Marchi (Medicina Democratica) dopo la sentenza del Tar. Tar che ha accolto il ricorso degli ambientalisti sullo stop all'estrazione a scopi industriali del salgemma dai giacimenti "Cecina" e "Poppiano". «Dopo la bocciatura del Progetto Idro-s - dice Marchi - Solvay, Regione ed Asa avevano cercato una pseudo-soluzione con l'invaso di Puretta, piccolo ma costosissimo, a prevalente carico pubblico, che non sarebbe stato sufficiente neanche a coprire metà dei consumi della popolazione di Volterra, figuriamoci il resto della Val di Cecina. La "bomba" Tar sul salgemma fa il bis della bomba Commissione europea sullo stop alle deroghe sugli inquinanti nell'acqua potabile. Entrambi fanno emergere una realtà dirompente, nonostante le minimizzazioni delle istituzioni: la risorsa acqua è stata violentata per decenni dall'industria pesante, non solo Solvay, in tutta la Val di Cecina e la provincia di Livorno, e alla popolazione toccano i resti, il fondo del barile, inevitabilmente inquinato da arsenico, boro, mercurio, nitrati, cromo, fino all'ultimo comune dell'Elba».

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