La manifestazione
Dialogo sui progetti di sviluppo
Bagnoli e Rossi: «Mai negata la partecipazione»
2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Botta e risposta e polemica che si accende fra Sinistra da una parte e Pd e Psi dall'altra. La prima aveva accusato la maggioranza di non favorire la partecipazione e l'informazione dei cittadini sui progetti di sviluppo (vedi il rigassificatore). Oggi rispondono i segretari di Pd e socialisti Fabrizio Bagnoli e Alberto Rossi. «Non è solo una questione di voto sulla mozione presentata da Rifondazione e Sel - scrivono i due - piuttosto che su l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza. E' chiaro che è nell'interesse di tutti ricominciare a discutere dello sviluppo e del futuro di questo Paese, e ci mancherebbe altro che la maggioranza fosse contraria ai percorsi di partecipazione; tutt'altro, e lo abbiamo dimostrato impegnando l'amministrazione a intraprendere un percorso di effettiva e sostanziale partecipazione che informi e coinvolga la popolazione, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria sui temi "caldi" dello sviluppo economico riprendendo il rapporto sullo sviluppo contenuto nel piano strutturale approvato nel 2004 e ripartendo dalle linee scaturite dal dibattito che allora coinvolse la comunità. In sostanza immaginiamo un percorso che abbia l'obiettivo di produrre uno o più documenti da discutere in consiglio comunale». «È fuori luogo quindi chi dice che la maggioranza ha paura della partecipazione, tutt'altro. Lo stiamo dimostrando con l'esame del nuovo regolamento di partecipazione. Partendo dalle criticità emerse in questi anni, lavoriamo per migliorare il regolamento, senza prendere scorciatoie, perché sono tanti i percorsi di partecipazione che possono essere attivati, ma pochi sono quelli che fanno crescere davvero un collettivo di individui che vive e lavora sotto il tetto della stessa "circoscrizione amministrativa». E aggiungono: «La situazione è notevolmente complessa e dovremo fare i conti con le mille incognite di un sistema che dal livello nazionale in giù necessità di un grande piano di sviluppo, che l'attuale compagine di Governo non è più in condizioni di assicurare, per riprendere a impiegare nel sistema Paese, la formazione ricevuta dai giovani e il saper fare maturato dai lavoratori più difficilmente "riconvertibili" che rischiano seriamente il posto di lavoro. La provincia di Livorno è stata una delle più colpite, le ore di cassa integrazione erogate sono tra le più alte, i processi industriali stanno attraversando una fase di criticità, ma se non ora quando si deve riprendere un dibattito collettivo per andare oltre le difficoltà, senza impacchettare e spedire altrove quelli che per alcuni sono problemi ma per altri rappresentano nuove opportunità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
