Il Tirreno

«La sentenza del Tar costituisce un'anomalia»

«La sentenza del Tar costituisce un'anomalia»

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La sentenza del Tar sulla variazione di bilancio non ha scoraggiato Rds, che sta pensando di ricorrere al Consiglio di stato. Intanto, il movimento fa chiarezza sull'articolo del Regolamento del consiglio comunale da cui è scaturita la battaglia legale con la giunta.

«Rosignano Democratica e Socialista - affermano Giacomo Sargenti, Claudio Ceccanti e Angela Porciani - intende riaffermare con determinazione che il termine temporale di dieci giorni previsto dall'articolo 16 del Regolamento comunale di contabilità, per la presentazione di emendamenti e atti consiliari, costituisce un diritto di garanzia e tutela dei sovrani principi di democrazia per tutte le forze politiche che compongono il consiglio comunale. Venire meno e ledere tale termine temporale comporta una grave restrizione illegittima al diritto democratico d'informazione e di partecipazione alla vita dello stesso consiglio comunale. Questo, inoltre, lascia fraintendere che il consiglio sia in "balia" di un sindaco e di una maggioranza che possono funzionare solo con stratagemmi e ricorsi dell'ultimo minuto».

Rds prosegue. «A maggior ragione, differenziare il termine temporale di presentazione degli atti ed emendamenti nel caso del bilancio dal caso di una variazione di bilancio, così come è risultato dagli esiti del ricorso al Tar, costituisce un'anomalia che manifesta una disuguaglianza nel rapporto di trattamento evidenziando due pesi e due misure. Rosignano Democratica e Socialista non può accettare che siano adottati metodi "da zona cesarini" per far passare documenti quali una variazione di bilancio di 9,3 milioni di euro, che porterà pesanti condizionamenti nella vita economica e sociale del Comune di Rosignano e dei suoi cittadini».  Sargenti, Porciani e Ceccanto «esigono che vi sia da parte del sindaco e della maggioranza un'ampia informazione, partecipazione e discussione su ogni documento che abbia riflesso contabile a partire da quella stessa variazione di 9,3 milioni che presenta ancora "zone d'ombra" essendo strettamente connessa con la gestione operativa della Rea e delle società partecipate dal Comune dove continuano ad emergere discordanze nei nominativi dei soci che vi partecipano».

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