Il dolore
Costantino (Psi) entusiasta del ritorno
«Borsa merci, è necessario conoscere anche i tempi»
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Antonio Costantino 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. «Apprendiamo dai giornali con gran soddisfazione che la borsa merci tornerà rinnovata e ampliata nella sua sede storica di piazza della Libertà». dice Antonio Costantino. «Vorrei però che il presidente Nardi - aggiunge - ci dicesse anche non solo quando inizieranno i lavori ma anche quando è prevista la riapertura della borsa». «La tempistica - prosegue - è fondamentale per offrire uno strumento di supporto per le aziende che ne hanno particolarmente bisogno in un momento difficile dell'economia internazionale, soprattutto in un territorio come la bassa Val di Cecina dove le attività più importanti sono il commercio, l'artigianato, l'agricoltura e il turismo senza dimenticarsi dell'industria che ha avuto il suo polo di eccellenza a Rosignano, ma che dovrebbe essere ampliata su altre zone. La borsa merci di Cecina, nata nel 1957, ha svolto un ruolo fondamentale soprattutto per la commercializzazione dei prodotti agricoli, ma anche come riferimento per un'area vasta come punto d'incontro e di sviluppo economico della Val di Cecina. Alla fine degli anni Ottanta ha cominciato a perdere queste funzioni; fino ad allora piazza della Libertà era stracolma di persone che frequentavano la borsa merci, ora è stracolma di pullman. E allora - aggiunge Costantino - è giusto rinnovare la struttura e le funzioni della borsa merci, come proposto sia dal presidente della Camera di commercio che da Provincia e Comune. Tuttavia le nuove funzioni non dovrebbero distaccarsi dalla storia della borsa e di questo territorio, prima di tutto fornendo servizi di qualità alle imprese di tutto il comprensorio, garantendo un approccio interprovinciale. Inoltre sarebbe auspicabile pensare di collocare al suo interno lo sportello unico per attività produttive della Bassa Val di Cecina. Un'ulteriore opportunità è l'inserimento di un ufficio turistico per la Bassa Val di Cecina, viste le grosse difficoltà create dalla frettolosa abolizione delle Apt da parte della Regione».
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