La manifestazione
Meno regali? No, più sobri
Naomi Buonazia
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Il negozio Bolgherello e le titolari di Tipitosti, sul corso Matteotti a Cecina La crisi si sente nell'abbigliamento, bene libri, cosmetici e viaggi
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CECINA. Mentre le agenzie di viaggi hanno sempre una grande affluenza di neo-turisti, gli acquisti sono moderati. Intervistando alcuni commercianti della zona blu si può capire che questo Natale è all'insegna della sobrietà e l'occhio al portafoglio rimane il punto fisso di molti consumatori. «Quest' anno abbiamo notato che molti preferiscono comprare oggetti in promozione», spiega Susanna Cannistraro della profumeria Marionnaud, «in più sono molto apprezzate le confezioni regalo con profumi o trucchi». Della solita opinione è Maria Cristina Colombari commessa presso il negozio Bolgherello: «Il tempo di questa stagione ha disastrato le vendite, in una settimana chiave per lo shopping natalizio. Le persone spendono poco, massimo dieci euro per un regalo». Si parla quindi della terribile morsa della crisi che sta attanagliando un po' tutti, ma non solo. «Cecina, come paese, è molto spento. Per quanto riguarda lo shopping, questo si è spostato verso 'la pensilina dei pullman' anzichè nella zona centro come gli anni passati». Anche Alessia Stellati e Cristina Creatini del negozio di abbigliamento per bambini TipiTosti concordano: «Cecina ultimamente è decaduta da un punto di vista commerciale. Molti negozi storici hanno chiuso e non hanno mai aperto dei nuovi negozi che possano attrarre nuova clientela. Il badget per le spese natalizie è molto basso: si preferisce regalare piccole cose come guanti o cappellini. E molti aspettano i saldi». «Ecco un'altra bestia nera del 25 dicembre dunque: i saldi. In tempi di crisi tutti aspettano l'occasione che casualmente capita proprio dopo le feste. Da Benetton, Francesca Galletti dice: «Non solo ci sono stipendi bassi e la gente non compra, ma proprio quest'anno mancano le persone». E Cinzia Daddi, precisa: «Le feste sono molto calme, non sono più i Natali di una volta. I bambini hanno tutto ed è raro che si compri un piumino per esempio». Secondo Roberto Grassini del negozio Tebe quest'anno è nero un po' per tutti. Molti ricercano il piccolo accessorio a poco e magari in promozione. Si guarda molto al prezzo e chi compra un jeans da 300 euro rimane un po' utopia». La ricerca di oggetti, anziché del maglione di lana vero e proprio, si ha anche al negozio di abbigliamento Personality di Mattia Macellani. Altre attività, come la gioielleria Gavarri, non si lamentano: «Si vende specialmente collane e addobbi per il Natale. Ci sono clienti che ricercano l'accessorio dai 200 a 300 euro come quelli che partono dai 20 euro», dice Paolo Taddei. Bene anche la cartoleria libreria Lucarelli, parla Alberto Giusti: «Quest'anno è soddisfacente. Si vendono tutti i generi di libri: dalla politica, ai saggi, ai classici a quelli fotografici. L'occhio alla qualità per quanto riguarda i libri è cresciuto». La crisi non riguarda nemmeno il settore telefonia: «I cellulari sono sempre in voga - afferma Martina Mazzanti del negozio Telefono Mania - molti clienti s'informano sulle promozioni ma spendono sempre dai 100 ai 150 euro per un telefonino». Grandi cambiamenti non sono stati riscontrati dal bar enoteca Napoli: «C'è un po' meno movimento - dice Stefano Volpi- ma la richiesta di vini o distillati da regalare non è molto cambiata. Anche i cesti sono molto apprezzati, la gente li acquista da qualunque prezzo: dai 10 euro in poi».
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