Sicurezza
Tirrenauto, cassa integrazione per quattro mesi
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Una riunione dei lavoratori alla Tirrenauto Si apre uno spiraglio per i 36 dipendenti licenziati dalla concessionaria
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ROSIGNANO. Cassa integrazione in deroga per quattro mesi ai 36 dipendenti della Tirrenauto, che dal 31 dicembre ha deciso di chiudere le tre sedi presenti tra città e provincia. Ieri l'incontro tra l'azienda, i sindacati e l'assessore provinciale al lavoro, Ringo Anselmi. La cassa in deroga fa tirare un respiro di sollievo ai lavoratori che temevano di essere licenziati in tronco. Una soluzione temporanea, certo, ma che permette ai 36 dipendenti della rivendita di auto a marchio Fiat di avere a disposizione un periodo per trovare un altro impiego. Nella speranza, beninteso, che altri soggetti eventualmente interessati a rilevare l'attività prendano in considerazione l'ipotesi di riutilizzare la loro professionalità, assumendoli nelle rivendite "rinnovate". «L'azienda ha aperto la mobilità - spiega Monica Cavallini, che per la Cgil si occupa del caso Tirrenauto -, in modo che se nei prossimi mesi alcuni dipendenti licenziati dovessero trovare un'altra occupazione possano considerarsi svincolati. Ma per tutti abbiamo avviato oggi (ieri, ndr) le procedure per la cassa integrazione in deroga della durata di quattro mesi». Un traguardo importante, che sindacati e dipendenti non erano sicuri di ottenere. «È un modo per fornire un reddito minimo ai lavoratori - dice l'assessore Anselmi - e per prendere tempo, in attesa che ci siano manifestazioni di interesse da parte di aziende interessate a rilevare l'attività. Ad oggi non ci sono trattative aperte, ma solo approcci da parte di altri soggetti». Nessuna novità, invece, per i 23 dipendenti della Finifast Four, l'azienda titolare del ristorante al secondo piano del centro commerciale Le Fonti del Corallo. Per ieri mattina era previsto un incontro in Provincia per cominciare una trattativa con la Finifast, che ha deciso di chiudere l'esercizio dal 31 dicembre, mandando a casa i lavoratori. Il fatto è che è stato impossibile rintracciare l'azienda, che quindi non è intervenuta all'incontro. «Avevamo indetto uno sciopero a oltrenza fino al 31 dicembre - sottolinea Cavallini, Cgil - che poi è stato disdetto in virtù di una trattativa che l'Igd (Immobiliare grande distribuzione) sembra stia portando avanti con altre società, forse interessate a subentrare alla Finifast. Ci rassicura il fatto che il centro commerciale sia intenzionato a mantenere il ristorante, valorizzando le professionalità che adesso ci operano». (a.c.)
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