Il Tirreno

Sfuma la vincita da mezzo milione

I gestori del Bar Il Varco mostrano la copia del biglietto-beffa
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I gestori del Bar Il Varco mostrano la copia del biglietto-beffa

I due camionisti si accorgono di aver sbagliato a leggere il numero

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 LIVORNO. Due camionisti sgobboni, giunti alla soglia della pensione, grattano e vincono mezzo milione, a pochi giorni dal Natale, mentre fuori fiocca la neve. Uno dei due è di Vada, l'altro di Pisa. Un sogno che si avvera, raccontato dalla viva voce dei protagonisti nell'edizione di domenica. Appena pochi giorni e i due possessori del biglietto da 500mila euro comprato venerdì mattina al bar del Varco Galvani precipitano dalla favola alla beffa. Perchè, come si sono accorti con doloroso ritardo, quel biglietto non vale un fico secco.  Il numero grattato, a un più attento esame visivo, è risultato essere il 39 e non il 30, che valeva mezzo milione. La voce che la vincita al Gratta e Vinci non si fosse concretizzata per un errore ha cominciato a circolare in porto lunedì mattina, dopo che uno dei due possessori del biglietto ha chiamato il bar. «Sembrava piuttosto squillante di voce, e quindi ho pensato che ci avesse chiamato per confermare la vincita - dice Luca Romanacci, gestore della ricevitoria - invece ci ha detto che il biglietto era stato grattato con troppa energia, tanto da portar via nella grattata anche la zampetta del 9 e da far sembrare, nella concitazione del momento, il 39 un 30». A Livorno tutto è possibile, anche la burla o l'abile stratagemma per respingere richieste di regali e interessate amicizie. E dunque non si esclude niente. «Però abbiamo controllato più attentamente la fotocopia del biglietto, e in effetti lo zero è sospetto, e comunque accanto il numero è scritto in lettere e si intravede la scritta "trentanove"». Imperdonabile errore. «Il fatto è che successo tutto così in fretta - dice ancora Romanacci - Uno dei due pensava di aver vinto 500 euro, l'altro gli ha detto che erano 500.000 e si sono messi a saltare dalla gioia e poi se ne sono andati dicendo che avrebbero portato il biglietto in banca».  E invece... «Lunedì mattina, al telefono, ci è stato detto che il figlio di uno dei due, nel fine settimana, ha guardato più attentamente e ha visto che il 30 era sospetto. Hanno controllato a una ricevitoria e in effetti era un 39». Battute e interpretazioni, ora, si sprecano in porto. E, mentre qualcuno impietoso sottolinea la non livornesità dei due camionisti (uno di Vada l'altro di Pisa), altri li commiserano e altri ancora sospettano un trucco per nascondere la vincita. Chissà.

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