Sicurezza
Il Comune vende per due milioni gli ex magazzini
Rino Bucci
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CECINA. Sotto l'albero di natale l'amministrazione potrebbe trovare un regalo da due milioni. Il Comune ha infatti pubblicato il bando per l'alienazione degli ex magazzini di via Puccini. La vendita era prevista da tempo, tanto che l'ente aveva calcolato l'arrivo degli introiti nel bilancio del 2010, salvo spostarli con una variazione nell'ultimo consiglio all'anno prossimo. Gli interessati avranno tempo fino a mezzogiorno di lunedì 27 per presentare domanda. Si parte da una base d'asta di 2.097.000 euro per un'area che misura 2.600 metri quadrati e ha un volume esistente di 9.522 metri cubi. Trenta nuove case. Sulla superficie verranno costruite trenta nuove unità abitative disposte in edifici da tre-quatto piani. Inutile dire che, vista la posizione strategica e la vicinanza al centro, gli ex magazzini comunali fanno gola a molte ditte edili. L'area edificabile individuata dai tecnici è di 3.033 metri quadrati. Seguendo le stime dell'osservatorio sul mercato immobiliare gli appartamenti dovranno essere venduti da un minimo di 2.400 euro a un massimo di 3.200 euro al metro quadrato. È previsto un parcheggio sotterraneo e un massimo di due posti auto per alloggio. A fronte dell'alienazione, la ditta appaltatrice si impegnerà a realizzare 15 nuovi stalli a uso pubblico. La base d'asta era stata calcolata in 2 milioni e 350mila euro, ma da questa cifra devono essere decurtati due interventi a carico dell'acquirente. Si tratta della totale demolizione delle volumetrie esistenti (stimata in 238mila euro) e la rimozione delle coperture in amianto (15mila). Urbanizzazione. La società che vincerà l'asta dovrà anche impegnarsi nella realizzazione di alcune opere di urbanizzazione per un totale di 294mila euro: rifacimento dell'asfalto, fognatura bianca, linee elettriche, lampioni e marciapiedi (escluso quello circostante al fabbricato) intorno all'area di via Puccini, via Catalani e via Caduti dal terrorismo. Inoltre sono previsti parcheggi pubblici, alberature, segnaletica orizzontale, dismissione del pozzo esistente dell'acquedotto pubblico e realizzazione di un nuovo pozzo comprensivo di eventuali oneri. Da contratto, l'amministrazione si riserva anche il diritto di chiedere altri oneri fino al raggiungimento del tetto di 294mila euro.
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