La manifestazione
Il conte Gaddo pensa alla Mabro
Francesca Gori
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Il conte Gaddo della Gherardesca e la sede della Mabro a Grosseto Marketing e comunicazione potrebbero passare in gestione alla sua società
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GROSSETO. È un nome che pesa, sul quale però non bisogna costruire alcuna illusione. Perché non ci sarà l'ingresso nel capitale della newco che nascerà dalle ceneri della Royal Tuscany. Il conte Gaddo Della Gherardesca potrebbe essere uno dei consulenti dell'ex Mabro. Qualche giorno fa il suo ingresso nella fabbrica grossetana delle vestaglie azzurre non è passato inosservato. Vice presidente della Prs, società di pubblicità e marketing con sede a Milano, il conte Gaddo è stato accompagnato all'ex Mabro dal direttore di Fiditoscana Giovanni Ricciardi. Per capire se con un piano di marketing studiato fin nei minimi dettagli, il prodotto e il brand Mabro potranno avere qualche nuova opportunità sul mercato. Nessun progetto, per il momento. Nessuna intesa ma soltanto una calorosa stretta di mano e la consapevolezza che l'esperienza e l'arte delle vestaglie azzurre non devono andare perdute. «L'azienda ha molti problemi - spiega Gaddo Della Gherardesca - ma nel dna della Mabro c'è una capacità sartoriale che ha pochi pari in Toscana e che deve essere assolutamente tutelata e rilanciata». Come e quando rimettere sul mercato il prodotto ancora non è possibile stabilirlo. Prima deve riprendere la produzione, poi bisogna capire quale strategia di marketing adottare per vendere un prodotto che deve essere sì innovativo ma che deve comunque mantenere quelle tradizioni che lo hanno fatto conoscere in tutto il mondo. «Potrei essere parte di questo progetto di rilancio - aggiunge - se la società che rileverà l'azienda me lo chiedesse. Un progetto interessante da seguire perché parte proprio da una tradizione toscana che non deve essere assolutamente perduta». Gaddo della Gherardesca, alle sue origini ci tiene. E ci tiene anche a sottolineare che il made in Tuscany ha una marcia in più rispetto allo stesso made in Italy. «Sono curioso di natura - dice - e non mi sono tirato indietro quando mi è stato chiesto di andare a visitare lo stabilimento. Lì c'è un brand che parla toscano da rilanciare. Un brand che proprio per questo ha un valore aggiunto. È un po' come i vini che produciamo alla fattoria Biserno di Bibbona, con i cugini Antinori. Se i vitigni non fossero legati all'esperienza e al nome di Bolgheri - aggiunge -, non sarebbe certo la stessa cosa e quei vini non avrebbero lo stesso successo che riscuotono sul mercato». Nessun progetto e nessuna idea, per ora. Se non quella di provare ad esportare il marchio Mabro in tutti quei mercati che si stanno sviluppando e che potrebbero dare nuovo slancio all'economia dell'azienda. Tante segnalazioni in arrivo per il concorso Anche quest'anno il concorso Vota il presepe più bello, promosso dal Tirreno, sta ricevendo tantissime segnalazioni. C'è tempo fino a domenica 9 gennaio.
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