Sicurezza
A Natale sarebbe volato da suo figlio
Alessandro De Gregorio
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Sene Baboucar, Sow Bassirou e unimmagine dellincidente avvenuto sulla vecchia Aurelia tra Donoratico e San Vincenzo Dolore e sgomento nell'azienda Nuti dove lavorava Sene «Balotelli»
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DONORATICO. Sow era arrivato dopo. Più giovane, altrettanto lavoratore, si stava già integrando. E non solo in quella casa di via della Repubblica, ma in tutto il paese. Sene invece era già integrato da un pezzo. Lo conoscevano tutti come "Balotelli" per la passione nerazzurra. E anche per una certa rassomiglianza con l'ex bomber dell'Inter. Sene e Sow. Due storie come tante altre. Storie che raccontano di immigrazione e sacrifici per tirare a campare, di privazioni per garantire alle famiglie i soldi per vivere decorosamente. Storie di dignità, di semplicità, di coraggio. E purtroppo anche di morte. Lontano da casa, quella vera, lontano da genitori, mogli, figli. I figli: Sene ne aveva preso in braccio soltanto uno, il secondogenito per lui era ancora una foto e una vocetta al telefono. Per poco, pensava lui. Se una sbandata infame non avesse ucciso lui e il suo amico, a giorni "Balotelli" sarebbe volato in Senegal per conoscerlo, coccolarselo, dopo due anni di lontananza. Nell'azienda in cui lavorava, l'azienda vitivinicola Nuti di Riparbella, era stimatissimo e amato. Curava le viti, si occupava degli ulivi, faceva di tutto, Sene, nell'azienda di Rolando Nuti e dei figli Luca e Flavio, produttori della Regola, che per lui ormai erano una seconda famiglia. E dove lo piangono come un parente, più che un amico o un dipendente. C'è sgomento nelle parole dei Nuti. C'è dolore autentico. Ma anche in quelle di Diop Mbaye, il guru degli immigrati che ha appreso la notizia nella notte a Padova e si è precipitato giù a Donoratico per organizzare insieme agli altri una colletta. E chiedere aiuto alla gente. Non è il solo a farlo. Paolo Francini, consigliere della Sinistra per Castagneto, stamani ufficializzerà una richiesta generale rivolta a istituzioni, associazioni e cittadini. «Spero - dice Francini - che la stessa solidarietà manifestata giustamente in occasione di tragedie che hanno colpito la nostra comunità, venga ripetuta anche nei confronti di questi nostri concittadini. A cominciare dalle pratiche per il rimpatrio delle salme. Sarà complicato e costoso, quindi mi auguro che il trattamento sia lo stesso». Il sindaco Fabio Tinti, oltre a esprimere «le più sincere condoglianze alla comunità senegalese a nome mio e di tutta Castagneto», assicura che «faremo la nostra parte come sempre. Stamani (ieri, ndr) all'obitorio ho già parlato con alcuni amici delle vittime dando loro la piena disponibilità per qualsiasi necessità. Non ci tireremo indietro. Non l'abbiamo mai fatto». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 3
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