Gioco
Scuola di via Vico, storia infinita
Rino Bucci
I lavori non sono conclusi e il trasferimento continua a slittare
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CECINA. «Gli operai stanno lavorando senza sosta, anche sotto la pioggia e nei weekend». Basta questa frase dell'assessore ai lavori pubblici Michela Ghezzani per capire che l'amministrazione comunale sta cercando di accelerare l'iter di consegna della scuola di via Vico. Si cerca di restare entro i limiti di tempo prefissati. Detto questo, rispetto alla tabella di marcia è molto probabile che ci siano dei ritardi.
All'inizio di quest'anno si parlò di consegnare l'edificio per all'avvio dell'anno scolastico, poi è stato Natale, ora l'assessore precisa che «il trasferimento dalle Guerrazzi avverrà in accordo con la dirigente del Primo circolo. Può essere entro Natale o Pasqua, l'importante è terminare entro la fine dell'anno». Nella scuola arriveranno 25 classi dalle Guerrazzi e dalle Rodari, mentre la segreteria didattica sarà spostata in un secondo momento. Vediamo cosa manca ancora.
Esterni. «Gli operai della ditta Vanni, che ha vinto la gara per i lavori all'esterno - spiega Ghezzani - stanno realizzando il parcheggio, le recinzioni e la chiusura del perimetro. Purtroppo il maltempo ci ha penalizzati e siamo un po' indietro sulla tabella di marcia; sebbene i dipendenti abbiano lavorato anche sotto l'acqua, non hanno potuto ancora asfaltare la zona proprio a causa della pioggia».
Arredi. Sono stati già ordinati per una spesa di 260mila euro. «Abbiamo acquistato tutto - continua Ghezzani - dai banchi agli armadietti. Per la gara abbiamo usato la via telematica, tramite il sito del Ministero. L'appalto è andato a un ditta di Cosenza che da contratto entro lunedì ci dovrà consegnare tutto il materiale. Poi il trasferimento del necessario andrà pianificato con la direttrice: non vogliamo intaccare l'attività didattica».
Interni hi-tech. Gli interni sono ultimati da tempo. «Abbiamo effettuato l'ultimo sopralluogo di recente - racconta l'assessore - e devo dire che l'edificio è accogliente e moderno. Per entrare in bagno non servirà accendere la luce, ma ci penseranno i sensori. Per il calore non ci saranno i termosifoni ma un impianto di riscaldamento con getto dall'alto, così come tutti gli impianti si trovano nel controsoffitto: i muri non saranno rotti per nuovi interventi. In più, sono funzionanti gli impianti di riscaldamento e allacciati luce e acqua».
Il vecchio edificio. Da tempo è nota la sorte dell'edificio che ora ospita le elementari Guerrazzi. Il Comune, per razionalizzare la fisionomia dell'ente, ha deciso che in quella sede vengano spostati gli uffici comunali di via Rossini e piazza della Libertà. Su questo punto però ci sono degli sviluppi. «Purtroppo - precisa Ghezzani - lo spostamento degli uffici non avverrà in tempi brevi e questo per colpa del patto di stabilità.
Infatti è probabile che per adeguare la struttura servano almeno due milioni che per il momento non abbiamo a disposizione». O meglio, ci sono ma non si possono spendere: «È il solito paradosso, perché le casse comunali sono piene e in più avremmo riscosso una bella cifra dalla cessione dell'immobile in via Rossini. Anche se i tempi si allungano rimane ferma la volontà di trasferire in quella sede gli uffici comunali». Visto che si tratta di «un edificio storico», Ghezzani esclude in modo più assoluto l'ipotesi alienazione.
All'inizio di quest'anno si parlò di consegnare l'edificio per all'avvio dell'anno scolastico, poi è stato Natale, ora l'assessore precisa che «il trasferimento dalle Guerrazzi avverrà in accordo con la dirigente del Primo circolo. Può essere entro Natale o Pasqua, l'importante è terminare entro la fine dell'anno». Nella scuola arriveranno 25 classi dalle Guerrazzi e dalle Rodari, mentre la segreteria didattica sarà spostata in un secondo momento. Vediamo cosa manca ancora.
Esterni. «Gli operai della ditta Vanni, che ha vinto la gara per i lavori all'esterno - spiega Ghezzani - stanno realizzando il parcheggio, le recinzioni e la chiusura del perimetro. Purtroppo il maltempo ci ha penalizzati e siamo un po' indietro sulla tabella di marcia; sebbene i dipendenti abbiano lavorato anche sotto l'acqua, non hanno potuto ancora asfaltare la zona proprio a causa della pioggia».
Arredi. Sono stati già ordinati per una spesa di 260mila euro. «Abbiamo acquistato tutto - continua Ghezzani - dai banchi agli armadietti. Per la gara abbiamo usato la via telematica, tramite il sito del Ministero. L'appalto è andato a un ditta di Cosenza che da contratto entro lunedì ci dovrà consegnare tutto il materiale. Poi il trasferimento del necessario andrà pianificato con la direttrice: non vogliamo intaccare l'attività didattica».
Interni hi-tech. Gli interni sono ultimati da tempo. «Abbiamo effettuato l'ultimo sopralluogo di recente - racconta l'assessore - e devo dire che l'edificio è accogliente e moderno. Per entrare in bagno non servirà accendere la luce, ma ci penseranno i sensori. Per il calore non ci saranno i termosifoni ma un impianto di riscaldamento con getto dall'alto, così come tutti gli impianti si trovano nel controsoffitto: i muri non saranno rotti per nuovi interventi. In più, sono funzionanti gli impianti di riscaldamento e allacciati luce e acqua».
Il vecchio edificio. Da tempo è nota la sorte dell'edificio che ora ospita le elementari Guerrazzi. Il Comune, per razionalizzare la fisionomia dell'ente, ha deciso che in quella sede vengano spostati gli uffici comunali di via Rossini e piazza della Libertà. Su questo punto però ci sono degli sviluppi. «Purtroppo - precisa Ghezzani - lo spostamento degli uffici non avverrà in tempi brevi e questo per colpa del patto di stabilità.
Infatti è probabile che per adeguare la struttura servano almeno due milioni che per il momento non abbiamo a disposizione». O meglio, ci sono ma non si possono spendere: «È il solito paradosso, perché le casse comunali sono piene e in più avremmo riscosso una bella cifra dalla cessione dell'immobile in via Rossini. Anche se i tempi si allungano rimane ferma la volontà di trasferire in quella sede gli uffici comunali». Visto che si tratta di «un edificio storico», Ghezzani esclude in modo più assoluto l'ipotesi alienazione.
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