La manifestazione
LETTERE & INTERVENTI
Giacomo Luppichini Rosignano Solvay
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CULTURA Un peccato che i Comuni vadano ognun per sé Nel forum intercomunale Pd sul teatro e sulla cultura si era discusso molto a lungo e con particolari approfondimenti su come rinnovare l'ente teatrale di zona. L'intento era quello di non rinunciare ad uno strumento che tenesse insieme la rete delle sale della Bassa Valdicecina e che in prospettiva recuperasse anche la partecipazione del Comune cecinese che per primo aveva abbandonato Armunia, or sono tre anni. Ma poi le cose sono andate diversamente. Anche se pareva in campagna elettorale che la volontà dei nuovi amministratori in pectore del Pd fosse determinata nel perseguire l'obiettivo di ricostruire la rete. Ora le condizioni per un recupero non ci sono più. I Comuni se ne sono andati alla spicciolata e riuscire a trovare l'intesa necessaria a riproporre una sorta di Armunia 2 sul territorio appare nel segno delle ipotesi irreali. Peccato. Perchè in Toscana il fatto che una decina di Enti locali fosse riuscito a gestire le sale in un disegno unitario risultava un'operazione unica ed estremamente avanzata. Di solito sui teatri le amministrazioni si arroccano e gli assessori alla cultura li usano spesso come loro fiori all'occhiello, occasioni per la loro personale autoreferenza. Dunque si riparte, ognun per sè. Il passaggio a Solvay dalla vecchia gestione alla Fondazione non sarà indolore e non solo per la levata di scudi delle opposizioni. Non sfugge difatti la sensazione che il nuovo organismo si configuri più come un contenitore per l'intera gestione delle molteplici attività del Pasquini che uno strumento privilegiato per la cultura teatrale. E poi una cosa dovrebbe essere chiara ormai ad una compagine progressista: che l'occupazione dei ruoli amministrativi negli enti culturali da parte dei partiti (e per loro conto: dai sindaci, dagli assessori, dai consiglieri comunali) è del tutto fuori luogo. Un passo indietro è d'obbligo. Orfani di Armunia gli altri enti locali del livornese e del pisano vivono tuttavia in alcune difficoltà. Prima di tutto l'aspetto finzanziario. Languono le stagioni teatrali, se si fa eccezione per il De Filippo di Cecina. Ma soprattutto nascono difficoltà di non poco conto nella gestione della formazione. Ma un vero e proprio scandalo è la situazione del teatro più rilevante della zona, il teatro Solvay. Un teatro della sua tradizione (che era in grado, cioè, di competere con le sale livornesi più importanti) che non fa più da tempo una vera stagione teatrale, che è quasi sempre inesorabilmente chiuso e addirittura messo in vendita quasi fosse una qualsiasi merce, grida vendetta agli uomini ed ai celesti. Carlo Rotelli RENZI AD ARCORE Da quell'incontro ci guadagna solo Berlusconi Matteo Renzi ha sbagliato e di brutto a recarsi ad Arcore per incontrare Berlusconi. I luoghi scelti per gli incontri non sono mai casuali né tantomeno neutrali, come del resto le date scelte per commemorare gli eventi. Hitler pretese che l'armistizio della Francia venisse firmato a Compiegne, nello stesso luogo e persino nello stesso vagone dove era stata firmata la resa della Germania dopo la fine della Prima guerra mondiale e, per venire a tempi a noi più vicini, come non ricordare il Craxi trionfante che impose ai due dioscuri dell'allora Pds, Dalema e Veltroni, un umiliante incontro proprio in quel camper, denunciato dai due come luogo di oscure trame ai tempi dei governi del Caf (Craxi Andreotti e Forlani)? Arcore non solo è la residenza privata di Berlusconi; è anche una residenza segnata dagli scandali recenti e passati. Penso sia difficile per chiunque vi entri, non ricollegarla più a festini con sfondo sessuale e "bunga bunga" che ad un pensatoio politico ed istituzionale. Se perfino la moglie di Berlusconi (ora ex) è scappata da quella villa, ci doveva andare proprio il sindaco di Firenze? È abbastanza chiaro che dei due quello che aveva tutto da guadagnare da quell'incontro era Berlusconi che di immagine ci campa (e bene!). Se il sindaco di Firenze non si è posto il problema di chiedere che l'incontro avvenisse in una sede istituzionale i casi sono due: o è uno sprovveduto e allora meglio sarebbe che si dedicasse a coltivare petunie, oppure è così accecato dalla propria smania di protagonismo da ritenersi superiore a qualunque ragionamento di etica istituzionale.
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