Sicurezza
Chiude la Tirrenauto, 36 licenziamenti
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La sede della concessionaria Tirrenauto al Picchianti Salta la trattativa per mantenere in vita la concessionaria Fiat
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ROSIGNANO.Tirrenauto, la concessionaria Fiat e Lancia, cessa l'attività e licenzia tutti. La decisione è stata comunicata ai rappresentanti sindacali dell'azienda ieri sera, dopo che sono naufragate le trattativa per cedere l'attività a un importante rivenditore di auto toscano. «Un fulmine a ciel sereno - reagiscono, attoniti, i lavoratori - perchè la trattativa sembrava sulla buona strada e c'era anche un'ipotesi di accordo sul personale da mantenere in azienda». Ci sarebbero stati sei, al massimo dieci esuberi, se la concessionaria fosse passata di mano. Adesso gli esuberi sono invece 36: quattro tra Cecina e Cecina, dove Tirrenauto ha due filiali, e 32 nella sede del Picchianti a Livorno. «Avrei preferito la soluzione della vendita, ma non ho alternative, anche perchè non abbiamo più il mandato di Fiat»: così ha spiegato uno dei titolari della concessionaria, Marco Gazzarrini, ai rappresentanti sindacali. Nella lettera consegnata ieri sera ai rappresentanti dei lavoratori, la società comunica la cessazione dell'attività e l'apertura della procedura di mobilità (il licenziamento) per tutti i dipendenti. «Una decisione inevitabile seppure dolorosa - si legge nella lettera - considerata la situazione economica deficitaria che da tempo affligge Tirrenauto e si è aggravata quest'anno con la crisi del settore automobilistico». La «progressiva perdita di quote di mercato del prodotto Fiat» ha dimezzato il fatturato, sceso da 55 milioni del 2009 ai neppure 30 di quest'anno. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il ritiro del mandato di vendita da parte del gruppo Fiat. Stamani i lavoratori di Tirrenauto si riuniranno in assemblea, convocata nei giorni scorsi e che avrebbe dovuto fare il punto sulla trattativa per cedere l'attività. E invece si discuteranno le iniziative per contrastare la decisione dell'azienda. I lavoratori vogliono approfondire i motivi per cui è saltata la trattativa per cedere l'azienda e chiedono, in questo loro tentativo, il sostegno dell'assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi. Ma non sembrano esserci molte chanches. Le uniche possibilità di riaprire la trattativa sono limitate alla sede di Rosignano, ma al momento resta tutto congelato.
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