Il Tirreno

«Vi sembrano pochi 622 morti?»

«Vi sembrano pochi 622 morti?»

Belcari (Rifondazione) e lo studio del Cnr sulle acque

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CECINA. «622 morti vi sembrano pochi?». E' quanto chiede Renzo Belcari (Rifondazione comunista) commentando lo studio del Cnr sulle nostre acque e sulla salute della popolazione. «Dopo la scoperta del cromo esavalente in Val di Cecina - dice Belcari - è partito, seppur con enorme ritardo e solo perché molto probabilmente ci sono state grosse pressioni dovute alla mobilitazione dei cittadini, uno studio sulle origini e sugli effetti nella salute delle persone. La prima parte dello stesso (fatto dal Cnr di Pisa) si è conclusa nel febbraio del 2009. A pag. 134 si legge "facendo la somma di tutte le differenze si stima, che nell'area in studio nel periodo 2000-2006 ci sono circa 622 morti osservati in più, rispetto a quelli attesi". A pag. 16 si afferma "coloro che affermano che la criticità del territorio è bassa o medio-bassa, è rappresentata soltanto dagli amministratori". A pag. 55 prosegue "Gli amministratori tendono a sottostimare i problemi, probabilmente per non creare allarmismo nella popolazione". La situazione acquifera nella nostra zona è drammatica. C'è voluta la denuncia della Commissione europea per mettere fine ai continui sforamenti dei parametri che tutelano la nostra salute». «Il problema più importante in questo momento - prosegue Belcari - non è chi ha inquinato, o perché siamo in questa situazione, ma cosa viene fatto per tutelare la nostra salute. Nelle nostre acque abbiamo cromo, arsenico, nitrati, cloruri, trielina, boro, mercurio, nichel, manganese, ferro, trialometani, ecc. Il cuneo salino è arrivato a 4/5 km dal mare e non se ne andrà più. Gli amministratori pubblici preposti devono informare la popolazione della situazione e fare da subito tutto il possibile per salvaguardare la nostra salute. Continuare con questo enorme prelievo di acqua per esigenze industriali, e la cementificazione selvaggia, senza valutare le scarse risorse idriche attuali, porterà la nostre zone a disastro ambientale irreversibile». «L'assessore Bramerini - conclude Belcari - dopo 18 mesi dalla conclusione dello studio ha fatto un comunicato tranquillizzante, e dopo alcuni giorni invece è arrivata la prescrizione europea che dopo nove anni si opponeva a ulteriori deroghe che minano la nostra salute, specialmente ai bambini. L'acqua è un bene comune, tuteliamolo per la nostra salute odierna, e ancor di più per le future generazioni».

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