La manifestazione
Commercio. Confesercenti e Coop contro la Regione. Chiesti incontri anche a Rosignano
Scoppia la guerra dei saldi
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Saldi anticipati, è polemica anche a RosignanoPolemiche per la scelta di anticiparli al 6 gennaio
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ROSIGNANO. La Confesercenti critica la decisione della Regione di anticipare i saldi invernali a giovedì 6 gennaio. Troppo presto, secondo l'associazione tanto che, queste vendite a sconto, non possono più essere definite di "fine stagione". «Vorremmo ricordare - dice Paolo Biasci della Confesercenti - che da calendario l'inverno inizia il 21 dicembre di ogni anno e termina il 21 marzo dell'anno successivo». «Quindi siamo in presenza di un simultaneo inizio dell'inverno e dei saldi perché, a conti fatti, vi è una differenza di soli 16 giorni. Da qui il nostro parere negativo su questa scelta della giunta regionale. Un parere contrario che è stato espresso anche, e solo, dalla Coop. Solo per ricordarlo - continua Biasci - da anni la Confesercenti regionale chiede, con forza, di procrastinare l'inizio delle vendite di fine stagione per dare un senso alla parola stessa. L'unica nota positiva è che almeno quest'anno sembra sia stato trovato un accordo fra le regioni del centro-nord Italia che faranno iniziare i saldi nella stessa giornata». Insomma, anticipando sempre di più la data dei saldi, c'è il rischio, già espresso dagli stessi operatori, che gli acquirenti aspettino una decina di giorni prima di effettuare acquisti importanti. Insomma, basta aspettare la fine delle feste, per trovare nei negozi scarpe, capi di abbigliamento, accessori o articoli di arredo per la casa, a prezzi decisamente scontati. L'associazione di categoria torna anche sul problema delle aperture dei negozi nei giorni festivi: «Su questo tema - continua Biasci - hanno espresso il loro pensiero personaggi autorevoli, dal presidente della regione Toscana Rossi ai rappresentanti della grande distribuzione (Coop Toscana Lazio), ai presidenti delle due maggiori associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, ai rappresentanti dei lavoratori dipendenti. Il dibattito pone un problema reale che da un lato sottolinea il concetto della qualità della vita di operatori commerciali e dipendenti e dall'altro - continua Biasci - mette in evidenza esigenze dei consumatori residenti e dei turisti. La Confesercenti della bassa val di Cecina auspica che tale confronto si ampli tenendo conto comunque che vi sono differenze sostanziali all'interno del territorio regionale che implicheranno risposte diversificate. Pensiamo alle esigenze delle città d'arte, dei comprensori sciistici o all'area costiera con il turismo balneare. Ognuna di queste realtà - conclude il rappresentante della Confesercenti - ha bisogno di risposte calibrate su esigenze diverse, non può essere una norma uguale per tutti a soddisfare le variegate esigenze di tutta la nostra regione».
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