Il Tirreno

La nuova Armunia? «Un pachiderma burocratico»

La nuova Armunia? «Un pachiderma burocratico»

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ROSIGNANO. La nuova Armunia? «Un pachiderma burocratico». Non usa mezze misure Il Cambio - Movimento Popolare per criticare il nuovo statuto dell'ente. «È un errore grave quello di fare di Armunia un pachiderma burocratico con consiglio di indirizzo, consiglio di amministrazione, comitato scientifico, direttore artistico, segretario generale... una struttura sovraccarica che avrà come obiettivo la perpetuazione di se stessa, che per giustificare la sua esistenza si occuperà di tutto e di più: dagli spettacoli alla gestione di strutture, all' organizzazione di eventi, alle attività di agenzia formativa, fino addirittura a interventi di carattere edilizio. Sono chiare le sovrapposizioni con i compiti dell'ufficio cultura del Comune, con duplicazione dei costi e forzature». 

Tanto più inaccettabile per Il Cambio, in quanto la nuova Armunia, come un "carro armato", brucerà soldi pubblici (non inganni la natura di "fondazione"...) e sarà ancora guidata in solitudine dal sindaco-presidente: basti pensare a come il sindaco ha nominato il successore del direttorissimo Paganelli, rifiutando a testa bassa la proposta di fare un serio concorso. Conclude Francescalberto De Bari: «Questa riforma fasulla, che cambia tutto perché tutto resti uguale, non risponde alle esigenze di Rosignano, va fermata e va profondamente rivista». A chiosa Il Cambio sottolinea che lo statuto presentato dal sindaco «pare una fusione di diversi statuti, un taglia e incolla, con pezzi ricopiati e messi insieme alla meno peggio; dopo mesi di "elaborazione" da parte della giunta Rosignano forse si meritava qualcosa di meglio»!  Su Armunia interviene anche Nerina Monti di Sel.

«Penso che la scelta del nuovo direttore di Armunia, Andrea Nanni, sia ottima per garantire alla futura Fondazione Armunia la sua sopravvivenza in tempi difficili come questi, la sua eccellente qualità artistica di risonanza nazionale e internazionale e soprattutto il suo esemplare impegno di coniugare poesia e società». Pur dicendosi grata per le «le parole che ho udito dallo stesso Nanni la domenica mattina del 22 novembre», Monti fa alcune osservazioni sul metodo. «La prima, che abbiamo passato mesi di ansia o preoccupazione per la sorte di Armunia; la seconda, è che in questo modo, non solo si rischia di rendere antipatica e ostica una personalità che magari non lo è, ma non si dà alle sue competenze il giusto e meritato peso. La terza è che, come al solito, la gente si deve fidare senza essere tenuta a seguire, durante il processo analitico di selezione, in maniera indipendente, individuale e scientifica. Mai sono apparsi i curricola e siccome, inutile negare che l'economia di Armunia ha avuto problemi, sarebbe stato più giusto parlare chiaro alla gente.

Quarto lo stato di incertezza suppongo che si sia riversato anche sul personale di Armunia. Insomma, nulla s'è saputo ufficialmente del processo decisionale e dei criteri». E aggiunge: «Comunque noi di Sinistra Ecologia e Libertà ci sentiamo garantiti dalla professionalità di Andrea Nanni, anzi stimolati e rafforzati, e gli diamo il benvenuto». «Ringraziamo anche il sindaco che ha speso parole belle ed energiche, ed io collaborerò politicamente con chi ha cura del progetto culturale, e anche per far sì che Amunia riesca a influire più di prima con il luogo di origine, meglio mi esprimo, a coinvolgere le associazioni di categoria, gli operatori, commercianti, associazioni, gli artisti autoctoni, in poche parole le risorse locali per creare una rete fluida nei cui canali scorra cooperazione. Io mi impegno, col mio spazio politico, a far sì che il teatro di Armunia non venga vissuto come un "dopocena" piuttosto per quello che è, un focolaio di stimoli, di ricerca, di comunicazione sperimentale, didattica, ma anche un gradevole e vitale luogo di incontro».

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