Sicurezza
In arrivo 40 nuovi sfratti
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L’esecuzione di uno sfratto a PalazziIncontro fra Comune, Asl e ufficiale giudiziario
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CECINA. Sarà un inizio 2011 di emergenza sfratti. Se infatti per le vacanze natalizie si è riusciti a posticipare provvedimenti dolorosi che avrebbero portato sulla strada decine di famiglie, a gennaio e febbraio sarà difficile procastinare l'intervento dell'ufficiale giudiziario. Lo ammette, con preoccupazione, l'assesore al sociale Lia Burgalassi. «Ci incontreremo la prossima settimana con l'ufficiale giudiziario ed i servizi sociali dell'Asl per fare il punto della situazione - conferma Burgalassi - ma è innegabile che si presenta un inverno difficilissimo». Si parla di 40 provvedimenti imminenti solo nel comune di Cecina, una trentina a Rosignano. Si calcola addirittura che in tutta la provincia si sfiorino i 900 sfratti che stanno per diventare esecutivi. Numeri da brividi, dati che l'osservatorio Asppi (l'associazione dei piccoli proprietari di immobili) ha analizzato attentamente verificando anche l'incidenza della morosità sulla composizione delle famiglie.
Sirio Grassi, coordinatore regionale sedi Asppi, ci indica che «stanno crescendo in modo consistente i giorni di ritardo nel pagamento dei canoni così come gli inquilini che accumulano arretrati». E di fronte a questa situazione nel 2010 sono cresciuti (950) i contenziosi legali per sfratto per morosità. Il 20,5% dei nuclei familiari interessati dal problema casa sono unipersonali, il 67% delle famiglie sono monoreddito, il 39,6% dei capofamiglia è rappresentato da operai ed il 29,2% da pensionati. Inoltre il 22,7% ha più di 65 anni, L'Asppi ricorda che tra Cecina e Rosignano non sono mancati casi di sfratti dolorosi eseguiti a settembre, ma al tempo stesso si segnala come la situazione rischi di esplodere proprio all'inizio del nuovo anno. «I proprietari - spiega Grassi - sono quasi tutti disponibili a concedere rinvii perché venga trovata una soluzione non traumatica, ma l'aumento della morosità rende assai difficoltoso l'intervento delle autorità pubbliche in tutte le situazioni».
Dal canto suo l'Asppi giudica inaccettabile che i proprietari di abitazioni dopo aver messo i loro appartamenti a disposizione degli inquilini, spesso a canoni assai contenuti, si debbano trovare nel dilemma morale ed etico di decidere se mettere per strada una famiglia e sopportare un pesante carico economico». Così se i proprietari non vogliono surrogare le aurorità competenti, accollandosi scelte dolorose, dall'altro lato ci sono i comuni che devono far i conti con annosi problemi di reperibilità di alloggi. E pur vero che si stanno aprendo cantieri per nuovi alloggi popolari (Palazzi, in attesa della consegna delle case di Vada). Ma è altrettanto vero che le soglie di indebitamento delle famiglie si sono abbassate e la crisi ha investito persone che, fino a qualche anno fa, mai avrebbero pensato di dover fare i conti un giorno con l'impossibilità di soddisfare gli affitti di casa. Situazione, questa, che preoccupa non poco palazzo civico alla ricerca di strumenti per fronteggiare la crisi. A.R.
Sirio Grassi, coordinatore regionale sedi Asppi, ci indica che «stanno crescendo in modo consistente i giorni di ritardo nel pagamento dei canoni così come gli inquilini che accumulano arretrati». E di fronte a questa situazione nel 2010 sono cresciuti (950) i contenziosi legali per sfratto per morosità. Il 20,5% dei nuclei familiari interessati dal problema casa sono unipersonali, il 67% delle famiglie sono monoreddito, il 39,6% dei capofamiglia è rappresentato da operai ed il 29,2% da pensionati. Inoltre il 22,7% ha più di 65 anni, L'Asppi ricorda che tra Cecina e Rosignano non sono mancati casi di sfratti dolorosi eseguiti a settembre, ma al tempo stesso si segnala come la situazione rischi di esplodere proprio all'inizio del nuovo anno. «I proprietari - spiega Grassi - sono quasi tutti disponibili a concedere rinvii perché venga trovata una soluzione non traumatica, ma l'aumento della morosità rende assai difficoltoso l'intervento delle autorità pubbliche in tutte le situazioni».
Dal canto suo l'Asppi giudica inaccettabile che i proprietari di abitazioni dopo aver messo i loro appartamenti a disposizione degli inquilini, spesso a canoni assai contenuti, si debbano trovare nel dilemma morale ed etico di decidere se mettere per strada una famiglia e sopportare un pesante carico economico». Così se i proprietari non vogliono surrogare le aurorità competenti, accollandosi scelte dolorose, dall'altro lato ci sono i comuni che devono far i conti con annosi problemi di reperibilità di alloggi. E pur vero che si stanno aprendo cantieri per nuovi alloggi popolari (Palazzi, in attesa della consegna delle case di Vada). Ma è altrettanto vero che le soglie di indebitamento delle famiglie si sono abbassate e la crisi ha investito persone che, fino a qualche anno fa, mai avrebbero pensato di dover fare i conti un giorno con l'impossibilità di soddisfare gli affitti di casa. Situazione, questa, che preoccupa non poco palazzo civico alla ricerca di strumenti per fronteggiare la crisi. A.R.
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