Sicurezza
Paralizzati dai tagli del governo
Alberto Mangiantini
Grido d'allarme dei sindaci: «La società civile si indigni»
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CECINA. Con la nuova ondata di pesanti tagli in arrivo con la legge di stabilità approvata il 24 novembre dal governo, saranno ancora gli enti locali e in particolare i Comuni a dover pagare il prezzo più alto, con il rischio di dover tagliare importanti servizi. E' il messaggio uscito dalla conferenza stampa congiunta dei sindaci di Cecina, Rosignano, Castagneto e Bibbona, convocata per far capire le difficoltà a cui le amministrazioni di tutta Italia rischiano di andare incontro. «I tagli senza criterio - ha detto il sindaco di Castagneto Fabio Tinti - producono effetti negativi sulla chiusura dei bilanci di previsione. Si rischia di perdere servizi quali il trasporto pubblico e la mensa scolastica, per la quale è stato necessario un aumento delle tariffe per evitarne la chiusura. Castagneto, a fronte di un bilancio di 16 milioni, dovrà risparmiare un milione che si cercherà di trovare attraverso una più oculata gestione della pubblica amministrazione, ma non sarà sufficiente. Non vogliamo fare allarmismi ma è necessaria un'opera di sensibilizzazione affinché la società civile si indigni per le ristrettezze a cui le ultime manovre ci obbligano». Il sindaco di Cecina Stefano Benedetti ha detto che in questo modo si rischia di incrinare ulteriormente il già precario rapporto della gente con la cosa pubblica: «In un momento di crisi come l'attuale la richiesta di aiuti aumenta e il Comune rimane il primo punto di riferimento per il cittadino. Occorrerebbe un'operazione di rilancio dell'economia ma purtroppo, anche per i vincoli imposti dal patto di stabilità, abbiamo circa otto milioni nelle casse di fatto inutilizzabili, che invece permetterebbero uno slancio notevole dell'economia locale». Benedetti ha affermato che cercherà in ogni modo di limitare i tagli alla spesa sociale, già gravemente minata dai mancati introiti governativi, sottolineando però come la spesa pubblica sia già all'osso: «Cercheremo di fare cassa attraverso un recupero dell'evasione fiscale ma non è pensabile che, a fronte della spesa pubblica imputabile agli enti locali, i tagli a noi destinati superino il 65% della spesa prevista. Purtroppo dei tagli saranno operati, e c'è il rischio di perdere anche il trasporto pubblico scolastico». Il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi ha spiegato che il suo Comune non riuscirà a presentare il bilancio entro fine anno a causa delle difficoltà di reperimento dei 500mila euro di risparmio richiesti. Anche Franchi ha accusato i vincoli del patto di stabilità e i mancati trasferimenti statali che dovevano coprire l'abolizione dell'Ici, sottolineando come anche i tagli alle regioni finiscano per gravare sulle casse comunali: «L'azzeramento del fondo sociale e il crollo dei finanziamenti per il fondo di non autosufficienza rischiano di essere un colpo di grazia per le società della salute». Anche il primo cittadino di Bibbona Fiorella Marini ha sottolineato le difficoltà a far quadrare il bilancio, che nei piccoli comuni rischia di dare il colpo di grazia alla qualità della vita: «Abbiamo già subito la riduzione del personale Ata nelle scuole e il trasporto locale nei piccoli comuni, già ridotto all'osso, rischia di sparire con grave danno per le popolazioni collinari. Per di più, in comuni turistici come i nostri i mancati finanziamenti a cultura e turismo rischiano fortemente di minare la principale fonte di reddito di questi territori». Marini ha infine evidenziato come nel corso degli anni gli enti locali abbiano pagato più di tutti la crisi, a discapito di servizi e investimenti necessari per il rilancio del territorio.
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