Il Tirreno

Stasera a Spazio Nomade, a Rosignano

La musica degli Etruschi secondo Francesco Landucci

Federica Lessi
La musica degli Etruschi secondo Francesco Landucci

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 CECINA. La civiltà degli Etruschi, come di molti popoli, ci giunge attraverso le immagini, pitture e decorazioni. Ma il mondo antico oltre che pieno di colori doveva essere ricco di suoni e musiche. Riti, banchetti, feste e perfino le battaglie erano accompagnate dalle note. Sulla scia di queste suggestioni Francesco Landucci, musicista che vive a Cecina, ha ricostruito gli strumenti che vedeva sulle ceramiche dipinte e sugli affreschi. Il suo percorso inizia con gli studi al Conservatorio come tecnico del suono, poi si appassiona alla musica etnica, a metà anni Novanta viene folgorato dall'India e inizia a suonare il sitar, esibendosi come musicista. Un amico gli parla con entusiasmo degli Etruschi e gli apre una finestra.  «Ho iniziato a costruire alcuni strumenti come la lyra col guscio di tartaruga che è raffigurata nella "Tomba dei Leopardi" a Tarquinia - continua - alcuni materiali li ho trovati nei mercatini, le pelli dai venditori, le corde di budello d'animale perfino dal macellaio. Ricostruisco tutto artigianalmente, usando magari anche mezzi moderni come le viti, ma lavorando a mano il più possibile». Nel suo piccolo studio e al "Poderino", la sala di registrazioni di Casale che Landucci gestisce, se ne contano parecchi tipi: le lire, il flauto doppio, la siringa di Pan, due corni, un sistro, nacchere e crotali. «Quello che mi interessa alla fine è interpretare artisticamente quel mondo per creare le mie musiche - dice - per esempio per ricreare un pomeriggio etrusco o le sonorità festose di un banchetto, il relax delle terme come ho fatto nei brani "Kaikne", "Matan" e "Aque Populanie"». La profonda passione per la musica etnica l'ha favorito. «È stato più facile accostarsi a queste sonorità, la musica etrusca è l'etnica del passato», afferma. Il progetto più lungo e interessante basato sulla musica etnica è Tilak, un connubio tra etnica ed elettronica, strumenti orientali ed elaborazioni computerizzate cui Landucci ha dedicato dieci anni di ricerca e cinque dischi, uno edito da Rai Trade (che del resto ha utilizzato sue produzioni per i palinsesti di trasmissioni come "Bell'Italia" e "Linea Verde"). La sperimentazione nutre la ricerca di questo quarantenne, che abbina l'archeologia musicale alla registrazione di suoni notturni nelle campagne, dell'acqua o altre sonorità primordiali per dare vita a composizioni suggestive che vengono spazializzate creando ambienti sonori originali. Landucci si esibirà in concerto con Tilak stasera alla Serra di Rosignano ospite di Spazio Nomade, mentre il 17 dicembre sarà relatore con Fabrizio Burchianti in una conferenza sulla musica etrusca al Parco Archeologico di San Vincenzino. Info: www.francescolanducci.com.

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