Proteste
Due arresti per gli assegni rubati
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Il centralino del commissariato In carcere anche il complice che li riciclava
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CECINA. Sono stati due gli arresti nell'ambito dell'inchiesta sugli assegni rubati e riciclati. Oltre a Giovanni Adattilo, napoletano di 43 anni ritenuto il capo della banda, è finito in manette anche il coetaneo Alessandro Morrone, senese residente a Giugliano (Napoli). Il sistema che i due avevano messo in piedi era stato scoperto dalla squadra investigativa del commissariato cecinese. Un giochino in cui venivano riciclati assegni rubati emessi da Unicredit per conto dell'Inail (quelli per la disoccupazione o per gli infortuni sul lavoro) utilizzando documenti falsi, oppure con cui venivano venduti di pacchetti "televisione più abbonamento" di Sky e Mediaset. Falsi anche questi. L'indagine era scattata ad aprile dopo una segnalazione della filiale cecinese della Bnl. Qui Morrone, con un falso documento, aveva aperto un conto corrente con 20 euro ottenendo il bancomat. Poi, in altre filiali, aveva versato gli assegni rubati e con il bancomat aveva prelevato l'importo relativo. Insomma, li aveva ripuliti, riciclati ben bene. Stando alle indagini, Adattilo era l'organizzatore di tutto e l'accompagnatore mentre Morrone era il volto, quello che materialmente si presentava in banca sotto falso nome per le operazioni. Operazioni del genere, spiegano ancora al commissariato di Cecina, erano avvenute in molte altre città: Livorno e Venturina, ad esempio, ma anche Firenze, Arezzo, Terni, Nuoro, Roma. Un giro che, da aprile ad agosto, avrebbe fruttato oltfre centomila euro. Adattilo e Morrone, intercettati e seguiti, sono stati arrestati martedì scorso dagli agenti di polizia di Castel Volturno (Caserta) su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Livorno. Entrambi sono stati trasferiti in carcere alle Sughere e ora dovranno rispondere di ricettazione, truffa, falso e sostituzione di persona in concorso con altri.
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