Sicurezza
Pronto soccorso: pagano il ticket circa 700 pazienti l'anno
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CECINA. Dall'agosto 2007, quando la Regione Toscana ha aumentato il ticket al pronto soccorso (da 18 a 25 euro) per i cosiddetti codici bianchi e azzurri, il numero dei pazienti che si sono presentati a Cecina per farsi visitare è decisamente calato. Ma ogni anno, nel nostro ospedale, ci sono circa 700 cittadini che pagano il ticket. Lo conferma l'Asl che parla del 2-3% dei casi sul totale degli accessi al pronto soccorso (circa 34.000). Se consideriamo una buona fetta di esenti, non sono comunque numeri trascurabili. Segno che di fronte a questioni, di vario tipo, che hanno a che fare con la nostra salute, l'ospedale resta un punto di riferimento.
Recentemente ci sono stati segnalati casi di pazienti che si sono rivolti al pronto soccorso cecinese per accertamenti e si sono visti recapitare a casa, alcuni giorni dopo la visita, la notula col ticket da pagare. Per l'Asl la spiegazione è chiara: è evidente che si tratta di pazienti che non avevano problemi acuti ma di minima rilevanza, classificabili al triage come codici azzurri e bianchi. Qualche paziente la pensa diversamente, ma è chiaro che la classificazione del livello di urgenza la stabilisce il medico col personale del pronto soccorso. E di fronte ad eventi traumatici - spiegano da Monterotondo - difficilmente si applica il ticket alla prestazione. Il ticket è di 25 euro e comprende la valutazione clinica ed eventuali esami di laboratorio.
Questa cifra può però lievitare, quando si parla di codice bianco e azzurro, di altri 25 euro qualora siano eseguite prestazioni di diagnostica strumentale (radiografie, ecografie, etc....). Non si paga il ticket per situazioni classificate con codice di priorità verde (urgenza differibile, problema acuto non critico), giallo (accesso rapido, urgenza non differibile) e rosso (accesso immediato, paziente in pericolo di vita). Sono esentati dal ticket per l'accesso e per le prestazioni erogate in pronto soccorso i ragazzi di età inferiore ai 14 anni, le donne in gravidanza e tutti gli assistiti esenti dal pagamento in base alla normativa vigente.
L'introduzione e l'«inasprimento» del ticket, ormai da 4 anni a questa parte, ha certamente limitato il numero di quelli che alcuni medici definiscono «accessi impropri». Ovvero pazienti le cui patologie (di scarsa rilevanza clinica) potrebbero essere trattate altrimenti (dal medico di famiglia) o comunque differite nel tempo. Per l'Asl si tratta di un fenomeno che rischia di creare problemi soprattutto nei mesi estivi quando il nostro pronto soccorso da 31-34mila accessi l'anno fa registrare picchi di presenze in corrispondenza della stagione turistica. L'Asl, proprio per filtrare il ricorso al pronto soccorso ed evitare ingolfamenti, ha istituito le guarde mediche turistiche. I risultati, in parte, si sono visti anche se ogni anno - stando ai numeri 2010 - c'è quasi un 3% di pazienti che viene classificato codice bianco o azzurro.,
Recentemente ci sono stati segnalati casi di pazienti che si sono rivolti al pronto soccorso cecinese per accertamenti e si sono visti recapitare a casa, alcuni giorni dopo la visita, la notula col ticket da pagare. Per l'Asl la spiegazione è chiara: è evidente che si tratta di pazienti che non avevano problemi acuti ma di minima rilevanza, classificabili al triage come codici azzurri e bianchi. Qualche paziente la pensa diversamente, ma è chiaro che la classificazione del livello di urgenza la stabilisce il medico col personale del pronto soccorso. E di fronte ad eventi traumatici - spiegano da Monterotondo - difficilmente si applica il ticket alla prestazione. Il ticket è di 25 euro e comprende la valutazione clinica ed eventuali esami di laboratorio.
Questa cifra può però lievitare, quando si parla di codice bianco e azzurro, di altri 25 euro qualora siano eseguite prestazioni di diagnostica strumentale (radiografie, ecografie, etc....). Non si paga il ticket per situazioni classificate con codice di priorità verde (urgenza differibile, problema acuto non critico), giallo (accesso rapido, urgenza non differibile) e rosso (accesso immediato, paziente in pericolo di vita). Sono esentati dal ticket per l'accesso e per le prestazioni erogate in pronto soccorso i ragazzi di età inferiore ai 14 anni, le donne in gravidanza e tutti gli assistiti esenti dal pagamento in base alla normativa vigente.
L'introduzione e l'«inasprimento» del ticket, ormai da 4 anni a questa parte, ha certamente limitato il numero di quelli che alcuni medici definiscono «accessi impropri». Ovvero pazienti le cui patologie (di scarsa rilevanza clinica) potrebbero essere trattate altrimenti (dal medico di famiglia) o comunque differite nel tempo. Per l'Asl si tratta di un fenomeno che rischia di creare problemi soprattutto nei mesi estivi quando il nostro pronto soccorso da 31-34mila accessi l'anno fa registrare picchi di presenze in corrispondenza della stagione turistica. L'Asl, proprio per filtrare il ricorso al pronto soccorso ed evitare ingolfamenti, ha istituito le guarde mediche turistiche. I risultati, in parte, si sono visti anche se ogni anno - stando ai numeri 2010 - c'è quasi un 3% di pazienti che viene classificato codice bianco o azzurro.,
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