Il Tirreno

Premi e emozioni alla Festa del cavaiolo

Sopra i cavaioli premiati dal Comune di Santa Luce A fianco invece la consegna delle pergamene a Castellina
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Sopra i cavaioli premiati dal Comune di Santa Luce A fianco invece la consegna delle pergamene a Castellina

Targhe ai vecchi minatori di Castellina e Santa Luce

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CASTELLINA. Grande successo per la prima edizione della Festa del cavaiolo, che si è svolta tra Castellina e Pomaia.  

Qui Castellina.
La giornata commemorativa ha aperto le porte con una messa celebrata da don Gaetano e don Bruno alla chiesa di Castellina. Alla vetrina espositiva in via della Repubblica, alla presenza delle autorità amministrative e con la benedizione di don Bruno, è stata esposta una scultura di alabastro realizzata da un alabastraio di Volterra, detto "Il Pupo" in occasione della Cucina Povera 2010 e donata al paese da tutti i commercianti. La giornata si è ulteriormente arricchita all'Ecomuseo dell'alabastro grazie alla presenza dei ragazzi delle scuole, che hanno presentato i loro lavori inerenti la figura storica del cavaiolo e grazie alla preziosissima presenza dei cavaioli castellinesi: Alfio Bellini, Sergio Favilli, Franco Cosimi, Aldo Bianchi, Guido Nannini, Iliano Nassi, Gerardo Zuccarino, Elio Nassi, Rolando Dondoli, Ezio Tabani, Emilio Tozzi, Renzo Nassi, Franco Franchi, Elgio Benincasa, Nivo Lorenzini, Dilvo Castellini, Giorgio Bartolam, Vivaldo Tozzi, Eugenio Pieroni, Vinicio Biancani, Silvano Ghelli, Gisberto Cipriani, Edo Bimbi, Gianfrancesco Burchianti, Erio Morelli, Franco Morelli, Mauro Massei, Francesco Cappalli, Dimos Ciurli, Biagio Alfonso. Sergio Favilli, Guido Nannini e Gerardo Zuccarino hanno raccontato la loro esperienza da cavaioli incoraggiando le nuove generazioni a diventare consapevoli delle origini storiche del paese.  

Qui Santa Luce.
Si sono ritrovati dopo tanto tempo tutti insieme, dopo quasi vent'anni dalla chiusura delle ultime miniere, i cavatori di alabastro di Pomaia, detti anche "cavaioli". Un mestiere quello del cavatore di alabastro, che nel corso del Novecento su queste colline della Val di Cecina dava lavoro a quasi quattrocento persone nelle varie cave sul territorio che sono state gradualmente tutte chiuse. L'ultima è stata attiva fino all'inizio degli anni Novanta. Il momento più importante si è svolto in piazza De Gasperi a Pomaia in una struttura realizzata appositamente per l'occasione dove il sindaco di Santa Luce Federico Pennesi e all'assessore di Santa Luce Sergio Occhipinti, insieme al sindaco di Castellina Marittima Federico Lucchesi, hanno incontrato i "cavaioli" ancora viventi e consegnato a tutti una targa ricordo in lamina di alabastro.

I cavatori di Pomaia presenti erano in tutto 15 a cui si sono aggiunti tre di Castellina Marittima. Dalle cave ex Cooperative erano presenti Enzo Vannini, Tullio Ribecai, Giuseppe D'Angelo, Erminio Gagliardi. Dalle cave ex Marmolaio ed ex Bessi c'erano Maurizio Mochi, Graziano Mochi, Dino Leonetti, Giorgio Bertelli, Maris Gagliardi, Gino Morroni, Varese Tabani, Mario Pioli, Oliviero Verucci, Gino Gazzetti. Da Castellina Marittima Alfio Bellini, Leonardo Zuccarino e Franco Cosimi. Nel fiume dei ricordi personali dei cavatori fatti di sacrificio e fatica, ma anche con tutte le certezze di un mestiere che comunque era un reddito fondamentale per le famiglie. Maris Gagliardi ha raccontato con un filo di emozione che da solo riuscì ad estrarre un blocco di alabastro di oltre 11 quintali e ha voluto poi ricordare tutti quelli che non ci sono più.

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