Sicurezza
Muore dipendente dell'ufficio anagrafe ed ex sportivo
Mario Moscadelli
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Due foto di Alberto Gori, dipendente comunale morto a 50 anni2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. La città piange la scomparsa di Alberto Gori, dipendente comunale di 50 anni stroncato da una tremenda malattia. L'uomo, residente in via Pisacane a Solvay con la moglie Tiziana Battini e la figlia Martina, si è spento ieri a mezzogiorno all'ospedale di Cecina. I funerali sono in programma oggi alle 15 alla chiesa di San Nicola, Marittimo. La notizia della sua morte è stata comunicata anche allo stadio Solvay, nell'intervallo della partita Rosignano-Pontedera. Gori, da anni impiegato comunale all'ufficio anagrafe, da tempo stava lottando con una brutta malattia. Ma a stroncarlo è stato un altro male incurabile, che era sopraggiunto da pochi mesi e che ieri mattina lo ha portato via dall'affetto dei suoi cari. Per il suo lavoro, ma anche per il suo impegno nello sport, Gori era conosciutissimo a Rosignano.
Tutti lo ricordano per la sua generosità e per la sua tenacia nel combattere una difficile condizione di salute. Ma anche per la sua abilità in campo sportivo. Gori, infatti, era un vero asso nella pesca, tanto da guadagnarsi la qualifica di istruttore federale e giudice di gara. «Mio padre ha così tante coppe che in casa non sappiamo dove metterle», dice la figlia accennando un sorriso tra gli occhi gonfi di dolore. Ma non solo pesca. Tra le prime passioni di Gori c'è stato il judo: e anche qui era molto capace, visto che era arrivato a conquistare la cintura nera. Da buon sportivo non era riuscito a dire di no nemmeno al calcio: allo Sporting di Marittimo lo ricordano ancora. Anche la caccia era un suo pallino. Insomma, un uomo di grande vitalità. E i gravi problemi di salute con cui ha dovuto fare i conti hanno ridimensionato nel tempo il suo impegno nello sport, ma non il suo entusiasmo.
La sua voglia di vivere. Fino all'ultimo si è preoccupato dei sui familiari, in particolare di sua figlia Martina, di appena 17 anni. «Era una persona davvero generosa - ricorda Vincenzo Brogi, dirigente del settore dove lavorava Gori - e lascerà un vuoto enorme in tutti i noi». Gori era molto conosciuto anche grazie al padre Paolo, pure lui impiegato comunale prima all'ufficio sport e poi al patrimonio. Gori lascia la moglie Tiziana, la figlia Martina e due sorelle, Francesca e Paola. I funerali, come detto, si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di San Nicola a Marittimo.
Tutti lo ricordano per la sua generosità e per la sua tenacia nel combattere una difficile condizione di salute. Ma anche per la sua abilità in campo sportivo. Gori, infatti, era un vero asso nella pesca, tanto da guadagnarsi la qualifica di istruttore federale e giudice di gara. «Mio padre ha così tante coppe che in casa non sappiamo dove metterle», dice la figlia accennando un sorriso tra gli occhi gonfi di dolore. Ma non solo pesca. Tra le prime passioni di Gori c'è stato il judo: e anche qui era molto capace, visto che era arrivato a conquistare la cintura nera. Da buon sportivo non era riuscito a dire di no nemmeno al calcio: allo Sporting di Marittimo lo ricordano ancora. Anche la caccia era un suo pallino. Insomma, un uomo di grande vitalità. E i gravi problemi di salute con cui ha dovuto fare i conti hanno ridimensionato nel tempo il suo impegno nello sport, ma non il suo entusiasmo.
La sua voglia di vivere. Fino all'ultimo si è preoccupato dei sui familiari, in particolare di sua figlia Martina, di appena 17 anni. «Era una persona davvero generosa - ricorda Vincenzo Brogi, dirigente del settore dove lavorava Gori - e lascerà un vuoto enorme in tutti i noi». Gori era molto conosciuto anche grazie al padre Paolo, pure lui impiegato comunale prima all'ufficio sport e poi al patrimonio. Gori lascia la moglie Tiziana, la figlia Martina e due sorelle, Francesca e Paola. I funerali, come detto, si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di San Nicola a Marittimo.
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