La manifestazione
Il titolare del villaggio turistico: «Qui da 20 anni le attività si sono sanate col tempo»
Affari edilizi, polemica a Marina
Varo Macchi: «Attacchi pilotati da alcuni imprenditori»
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BIBBONA. Il caso Varo Village, finito in consiglio comunale dopo un'interrogazione presentata dal consigliere della listica civica Caciagli (che contestava l'espansione dello stesso su un'area comunale adibita a parco pubblico) fa aprire i riflettori sulla questione edilizia di Marina di Bibbona. La scatena, con un dirompente intervento, proprio il titolare del villaggio turistico Varo Macchi. Secondo Macchi, in sintesi, dietro alle polemiche e alle accuse che si concentrano sull'operazione edilizia del Varo Village ci sarebbero alcuni imprenditori i quali prima avrebbero cercato contatti col Comune per «ottenere cubature in più da edificare, da aggiungere a quelle già esistenti» o «ricevere una area demaniale in concessione», poi - scrive Macchi - «utilizzando altre persone al loro posto, avrebbero cercato di minare la stabilità della Casa Comunale, mettendone in cattiva luce l'operato, laddove non riuscivano ad incontrare il consenso ai loro voleri». «Mi meraviglio - continua l'imprenditore- che tali persone, che si definiscono "imprenditori" e che sono alla guida di strutture ricettive, mandino avanti altri a combattere una guerra punica per paura di essere scoperti. Purtroppo per loro, le guerre, di qualsiasi tipo siano, vanno combattute affrontando il nemico a viso scoperto». Quanto alla lottizzazione del Varo Village ed al suo iter, Macchi ricorda che «i lavori edili di ristrutturazione e ampliamento sono iniziati nel 2008 sotto un'altra amministrazione e sono terminati nel 2009 dopo pochissimo tempo che l'attuale Amministrazione aveva preso il mandato. Io sono ben sicuro di quello che ho costruito, come l'ho costruito e dove l'ho costruito, ne testimonia il fatto che abbiamo avuto tutti i controlli possibili dai quali sono emerse delle situazioni (come sempre accade in corso d'opera) integrate ma tutte sanate e sanabili». E va avanti: «Credo che nessun imprenditore a Marina di Bibbona negli ultimi 20 anni abbia avviato un'attività che risultasse completamente in regola al momento dell'apertura, ma che l'abbia regolarizzata nel corso del tempo. Questo è bene che rimanga impresso a tutti coloro i quali abbiano pronunciato parole di sdegno nei miei confronti e della mia attività. La mia famiglia ed io abbiamo fatto immensi sacrifici al fine di portare a complemento la nostra struttura ricettiva. Considerato che non abbiamo avuto il supporto economico dagli istituti di credito che ci era stato promesso, ma che anzi in molti casi è venuto meno durante l'esecuzione dei lavori (per i quali contavamo poterne fare utilizzo) e solo grazie all'intervento di persone amiche siamo riusciti ad arrivare in fondo». Macchi continua: «Si sentono discorsi nei quali si riportano cifre debitorie a nostro carico assolutamente false, in quanto l'unico debito oggi esistente lo abbiamo nei confronti di una società costruttrice ed è oggetto di controversia sottoposta a giudizio del Tribunale che nei prossimi giorni del mese di dicembre si pronuncerà, poichè la richiesta dell'impresa è di 280.000, mentre secondo nostra contabilità la cifra è di 106.000. Debito per il quale è stata presentata al giudice garanzia fideiussoria per l'intero importo, per cui non credo che ad oggi nessuno possa vantare dei crediti nei confronti della proprietà del Varo Village. Voglio sottolineare che la mia famiglia è stata ed è attualmente l'unica famiglia bibbonese che ha avuto il coraggio e la forza di investire fortemente sul proprio territorio, cercando di valorizzarlo e di creare posti di lavoro». A proposito del suo incarico di ambasciatore itinerante per lo Stato della Liberia e di consigliere di Presidenza della Repubblica Liberiana, Macchi assicura che non gli è stato tolto e che «gli uffici della Liberia a Marina di Bibbona sono ad oggi aperti e lo rimarranno anche dopo la mia partenza che avverrà all'inizio del nuovo anno per un incarico a Roma». Il perché di questa sua lettera lo spiega nelle ultime righe: «Voglio rendermi completamente disponibile - chiude Macchi - al dialogo e al confronto diretto con tutte quelle persone che invece di nascondersi dietro l'anonimato, avranno il coraggio di chiedermi personalmente dei chiarimenti riguardo alla struttura e al funzionamento del Varo Village».
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