Sicurezza
Natale con lo sfratto per un'invalida con figlia a carico
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Non bastano le sue condizioni fisiche, il fatto di doversi muovere su una sedia a rotelle. Non bastano il tumore, la vista che cala giorno dopo giorno, la preoccupazione di dover tirar su da sola una figlia. Questo Natale per Stefania Pagni ha un problema in più che si chiama sfratto. D'accordo, una casa gliel'hanno trovata. Ma è un'altra prigione, peggio di quella in cui vive già. Perché anche questa è al secondo piano, senza ascensore. E ha un bagno talmente piccolo dove non entra la sua carrozzina. La signora Pagni ha 50 anni, è vedova e madre di una ragazza di sedici anni. Ex dipendente della Casa Maffi, ha perso il lavoro a causa della malattia: «Un tumore ai polmoni con una serie di metastasi», spiega lei stessa. Attualmente abita al secondo piano di un appartamento di vicolo Ombrone, a Palazzi. Affitto di 500 euro al mese, ma non lo paga da un anno e mezzo.
«I proprietari hanno ragione, mica ce l'ho con loro - dice - Fino al giugno del 2009 ce l'ho fatta, il Comune mi dava un contributo di circa la metà. Poi quel sussidio è finito, dicono che non ci sono più soldi. Nemmeno io ce l'ho». Eppure secondo i parametri fissati dal Comune le entrate della signora non giustificano più una richiesta di contributi: «Perché mi conteggiano anche l'accompagnamento», spiega Stefania. La signora percepisce una pensione in quanto inabile al lavoro. In più, l'accompagnamento (472 euro) e la pensione di reversibilità del marito. «In tutto sono 1.200 euro, se ne tolgo cinquecento solo per l'affitto ne restano settecento per le bollette, il cibo, le normali spese per una figlia adolescente... Così non riesco a campare. Bisogna anche considerare che dal 31 maggio al 31 dicembre 2009 ho percepito solo 400 euro di pensione.
L'accompagnamento e il resto mi sono stati riconosciuti dopo. La mia preoccupazione è anche questa. Ora con la tredicesima posso farcela per un paio di mesi. Ma poi? La prospettiva è quella di ritrovarmi in un'altra casa con un altro sfratto. Senza considerare i disagi di quella che mi hanno proposto». La nuova casa è in via Gabelli. «E' andata a vederla una mia amica che si occupa di me - dice la signora Pagni - Poi ha dovuto restituire le chiavi in Comune perché devo ancora firmare il contratto. So che anche questo alloggio è al secondo piano senza ascensore, quindi un'altra casa dove verrò murata viva. Il guaio è che in bagno la mia carrozzina non entra. E non è che posso lavarmi a letto, come mi ha detto qualcuno...».
«I proprietari hanno ragione, mica ce l'ho con loro - dice - Fino al giugno del 2009 ce l'ho fatta, il Comune mi dava un contributo di circa la metà. Poi quel sussidio è finito, dicono che non ci sono più soldi. Nemmeno io ce l'ho». Eppure secondo i parametri fissati dal Comune le entrate della signora non giustificano più una richiesta di contributi: «Perché mi conteggiano anche l'accompagnamento», spiega Stefania. La signora percepisce una pensione in quanto inabile al lavoro. In più, l'accompagnamento (472 euro) e la pensione di reversibilità del marito. «In tutto sono 1.200 euro, se ne tolgo cinquecento solo per l'affitto ne restano settecento per le bollette, il cibo, le normali spese per una figlia adolescente... Così non riesco a campare. Bisogna anche considerare che dal 31 maggio al 31 dicembre 2009 ho percepito solo 400 euro di pensione.
L'accompagnamento e il resto mi sono stati riconosciuti dopo. La mia preoccupazione è anche questa. Ora con la tredicesima posso farcela per un paio di mesi. Ma poi? La prospettiva è quella di ritrovarmi in un'altra casa con un altro sfratto. Senza considerare i disagi di quella che mi hanno proposto». La nuova casa è in via Gabelli. «E' andata a vederla una mia amica che si occupa di me - dice la signora Pagni - Poi ha dovuto restituire le chiavi in Comune perché devo ancora firmare il contratto. So che anche questo alloggio è al secondo piano senza ascensore, quindi un'altra casa dove verrò murata viva. Il guaio è che in bagno la mia carrozzina non entra. E non è che posso lavarmi a letto, come mi ha detto qualcuno...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
