Lutto
«Così l'Asl svende il patrimonio»
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La rsa delle Pescine Giacomelli e Franconi contro l'alienazione delle rsa
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ROSIGNANO. La vendita da parte dell'Asl 6 delle due residenze sanitarie assistite di Rosignano e Cecina alla fondazione Maffi è ritenuta dai consiglieri Giacomelli (rd) e Franconi (Sel) un «bell' esempio locale di svendita del patrimonio». «Decisione - scrivono - che di fatto alimenterà condizioni e logiche privatistiche in un pubblico servizio, difficilmente a vantaggio dei cittadini, specie i più in difficoltà». In un'interpellanza al consiglio Giacomelli e Franconi chiedono «se esiste ancora formalmente un organismo dei sindaci locali riconosciuto e in grado di interloquire con l'azienda sanitaria». E ancora: «Se in tale organismo, o in altra sede, i sindaci della Bassa val di Cecina hanno espresso una loro qualsiasi valutazione circa la vendita. Se le strutture vendute rappresentavano un passivo o registravano un utile per la Asl. Se registravano un utile,perché la Asl6 se ne è disfatta. Se non registravano un utile, da dove e come si presuma che d'ora in avanti il privato acquirente ricaverà i suoi utili. Quali garanzie ci sono che per gli ospiti - anziani in difficoltà-nulla cambi quanto a contribuzioni, rette e qualità del servizio». E si chiede infine: «Quali garanzie esistono che il ricavato della vendita delle due Rsa venga interamente utilizzato sulla zona, e se si può escludere che parte di esso sia dirottato per finanziare il nuovo e discutibile Ospedale livornese. Se si può escludere che a tale fine siano riconducibili anche i tagli economici decisi sull'Ospedale di Cecina e che si tradurranno in minori servizi complessivi».
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