Il Tirreno

Il caso. L’ufficio paesaggistico ordinerà il ripristino immediato dell’arenile

«Quel cantiere ora va demolito»

Mario Moscadelli
Il cantiere del bagno Dune Mosse I lavori sono stati sospesi dal Comune
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Il cantiere del bagno Dune Mosse I lavori sono stati sospesi dal Comune

La Soprintendenza su Dune Mosse: «Gravi difformità progettuali»

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 VADA. «Ordineremo il ripristino dei luoghi». Questo il parere della Soprintendenza di Pisa dopo avere analizzato la situazione dello stabilmento balneare Dune Mosse, i cui lavori sono stati bloccati un mese fa dal Comune con un'ordinanza per presunte difformità progettuali.  Ma per l'architetto dell'organo ministeriale, in questo caso competente in materia paesaggistica, Fiorella Ramacogi adesso il termine "presunte" può essere messo da parte. «Il punto è - dice l'architetto - che noi non abbiamo autorizzato quel tipo d'intervento. Il nostro via libera era stato dato ad un altro tipo di progetto. Ed è per questo che ordineremo il ripristino dei luoghi». Vale a dire, il titolare della concessione dovrà smantellare il cantiere e riportare quella porzione d'arenile a sud di Vada nelle condizioni di circa un mese fa. Dunque, solo spiaggia. Le difformità che la Soprintendenza contesta ai committenti sarebbero molte, a partire dalla misura del fronte di testata del cantiere. Ma ciò che più stona è quella platea di cemento armato. «Noi non abbiamo mai autorizzato un intervento del genere», affermano dalla Soprintendenza. «Nel progetto che c'è stato presentato - si presegue - non era previsto tutto questo cemento». Ma l'analisi della Soprintendenza, che invierà un esposto alla Procura, non si ferma qui. «Le foto che ci sono state fornite sullo stato dei luoghi sono di 15 anni fa. E poi non è stata rispettata la distanza minima dalla linea di battigia: la costruzione è venuta avanti verso il mare di diversi metri».  Questa la sintesi della Soprintendenza: il manufatto realizzato non sarebbe quello descritto nel progetto che ha ricevuto parere positivo con una sola prescrizione rilevante, ovvero il colore del legno. «Avevamo indicato solo questa prescrizione - affermano dalla Soprintendenza - perché il manufatto era tutto o quasi di legno e allora il colore diventava importante. Ma oggi ci troviamo davanti ad un'altra costruzione».  Ma attenzione, quanto deciso dalla Soprintendenza non potrà togliere ai titolari della concessione la possibilità di realizzare quel bagno, previsto dal Regolamento urbanistico. Una volta ripristinato l'arenile, infatti, sarà possibile presentare un nuovo progetto e aprire un altro cantiere sulla spiaggia.

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