Il Tirreno

CULTURA

Bisogna recuperare il teatro

Vincenzo Paroli

2 MINUTI DI LETTURA





Il vicesindaco di Riparbella, Vincenzo Paroli, è anche dal'90 presidente dell'associazione teatrale Canova, che ha operato in zona ed anche nella sala Solvay. Promosse difatti in quel teatro alcune produzioni teatrali sui drammi di Italo Svevo e di Pirandello. Interviene oggi con una sua lettera sul recupero del teatro Solvay. Dopo la crisi definitiva di Armunia 1 nasce oggi una Armunia 2 con un compito, a mio avviso, di capitale importanza: recuperare il teatro Solvay. Difatti se questo non dovesse avvenire non si capisce come possa nascere un rinnovato ente teatrale senza teatro.  In effetti la scelta del sindaco Franchi di procedere con l'opzione di una Fondazione che sostuisca l'associazione, diretta per ben tre legislature da Massimo Paganelli, non appare di per sè sbagliata. E'da tener presente che prima c'era una rete delle sale del territorio livornese-pisano che l'associazione chiamata Armunia teneva in piedi. Crollata quella esperienza per il progressivo venir meno dei Comuni della Bassa Valdicecina, al Comune di Rosignano non restava altro che questa alternativa: o chiudere definitivamente e rinunciare così del tutto all'ente teatro, o procedere in autonomia alla creazione di un nuovo soggetto che ereditasse almeno ciò che di positivo c'era stato nella vecchia esperienza. Franchi ha seguito questa seconda ipotesi.  Dal mio personale punto di vista, tenendo conto che non ho mai mancato da presidente dei Canova di formulare critiche alla vecchia gestione, trovo che la scelta della Fondazione può risultare positiva se riesce a definire da subito obiettivi e funzioni specifiche. Problema questo decisivo perchè è evidente che qualcosa nella precedente gestione non ha funzionato, se ben dieci amministrazioni hanno abbandonato il progetto. Detto questo, Armunia 2 non può che iniziare il nuovo percorso dal recuperare il teatro Solvay anche conseguentemente al fatto che il castello Pasquini non è sufficiente, visto che dovrà a breve fare a meno della tensostruttura. Al dunque abbiamo due soggetti: la società Solvay che vuole disfarsi del teatro ed il territorio che ne ha necessità. Da sempre chi vuole subentrare nella proprietà di un altro, se non ha "contanti", ricorre agli scambi, alle permute, agli accordi. A mio parere la strada è questa: buon lavoro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze