Il Tirreno

Il coordinamento si è presentato in pubblico a Castelnuovo, presente il sindaco

Un progetto unico per tre frazioni le richieste dell'Arci delle colline

Simone Pardini
Giacomo Cantini, presidente della coop Cgn
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Giacomo Cantini, presidente della coop Cgn

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 ROSIGNANO. Nero su bianco le Arci di Castelnuovo, Gabbro e Nibbiaia, riunite sotto il denominatore comune Cgn, ieri hanno presentato pubblicamente il loro progetto, il lavoro di mesi di ricerche: "Idee e proposte per lo sviluppo delle comunità". Undici pagine di interventi necessari e problemi ricorrenti.  Problemi che i cittadini delle tre frazioni collinari si trovano ad affrontare ogni giorno, dall'incuria delle strade al "misero servizio" di trasporto pubblico, dalla carenza di locali culturali alla difficile gestione delle strutture sportive che meriterebbero interventi di riqualificazione. Il fascicolo presentato riporta approfonditamente le questioni elencate raggruppate in tre ordini: servizi, attività ed opere; da articolare, si legge, in base ai campi di intervento, individuandone la priorità dei lavori. La richiesta principale, lo si legge tra le righe, è una maggior presenza dell'amministrazione comunale nelle frazioni. Lo ha anche aggiunto nel suo discorso di apertura il presidente della cooperativa Cgn, Giacomo Cantini: «Il nostro è un richiamo per la cittadinanza e per l'ente pubblico, una richiesta di apertura sul territorio. La presenza del sindaco - ha commentato - è la constatazione che tutto questo forse si sta realizzando». Il documento è stato letto per intero, con particolare enfasi sui punti nevralgici individuati, durante il convegno dagli stessi rappresentati delle varie Arci interessate. Non sono mancati i paragoni con le altre frazioni del comune: «Castelnuovo (1446 residenti), Gabbro (1391), Nibbiaia (759) - ha cominciato Claudio Ceccanti, presidente dell'Arci Castelnuovo - tre piccole frazioni che, se prese singolarmente, non possono giustificare la presenza di servizi utili ed indispensabili a garantire un livello qualitativo di vita ai loro abitanti pari a quello di altre frazioni del comune. Tre entità che assieme contano 3596 residenti, un numero superiore al capoluogo e simile a quello di Castiglioncello».  «È un documento - conclude l'intervento di Claudia Franconi, presidente dell'Arci Bassa Val di Cecina - che dà ai circoli un ruolo importante. Siamo coscienti dei problemi dei nostri paesi perché l'Arci è una istituzione presente e radicata sul territorio, sempre vicina alle persone. Tutto può essere migliorato, noi abbiamo fatto un passo in avanti in questo».

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