La manifestazione
Guerra per i rumori: addio all’attività in via Susa
Falegname deve chiudere ma fa causa al Comune
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CECINA. Alla fine ha dovuto abbassare la saracinesca e vendere tutti i macchinari. Ha perso la sua battaglia contro le carte bollate Romualdo Pignotti. L'uomo, da sette anni aveva un laboratorio di falegnameria, "L'artigiano del mobile", in via Susa 20. In cinque anni l'attività è andata avanti in modo regolare, poi sono iniziate le beghe. «Probabilmente - raccontò Pignotti - un vicino non voleva che facessi rumore ed ha fatto di tutto per farmi chiudere». Alla fine c'è riuscito. Negli ultimi mesi davanti al negozio, tra vigili, guardia di finanza e tecnici Arpat è stato un via vai di controlli. Chiusure e riaperture, con l'attività che procedeva a singhiozzo, una battaglia a carte bollate a suon di permessi e contro permessi. L'ultima serrata, nei mesi scorsi, a causa del fondo. «Mi hanno detto che lavoravo in un fondo per attività commerciale - spiega l'uomo - e non artigianale. Sono andato in Comune, più volte mi hanno promesso il cambio di destinazione d'uso, ma poi non si muoveva niente. Non so neanche quante volte ho fatto lo stradello in Comune. Alla fine, visto che nessuno ha mosso un dito ho svenduto tutti i macchinari ad un terzo del loro valore ed ho chiuso bottega». Ma, la vicenda non finisce qui; infatti la battaglia delle carte bollate si sposterà in tribunale. Pignotti ha deciso di intentare una causa contro chi, a suo avviso, gli ha fatto perdere un posto di lavoro fisso e la stabilità economica. «Ho già dato mandato ad un avvocato - conclude Pignotti - di intentare una richiesta di danni al Comune di Cecina e al vicino di casa che mi ha perseguitato e diffamato in questi ultimi due anni. Intanto, lavoro a chiamata con una ditta della zona e vengo pagato alla fine della giornata».
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