La manifestazione
Rsa, bando in scadenza
Rino Bucci
◗
La Rsa di via Montanara a fianco dell ospedale Maffi: «Eserciteremo il diritto di prelazione»
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Occhi puntati sulle due Rsa messe in vendita dall'Asl. Le strutture, che si trovano in via Montanara a Cecina ed in via delle Pescine a Rosignano, attualmente sono gestite dalla Fondazione Cardinale Maffi. Il bando che sfiora in totale gli otto milioni scadrà il prossimo 8 novembre. Salvo sorprese, le due residenze assistite dovrebbero passare nelle mani della Fondazione, ma quando viene aperto un bando pubblico «i rischi sono dietro l'angolo», tiene a precisare Mauro Torselli, direttore di Casa Maffi. «Si tratta di gare importanti - spiega Luigi Mastellone, della segreteria provinciale Cgil funzione pubblica - che di solito attirano molto interesse. Le Rsa in Italia sono diventate un business dal punto di vista economico. Non mi stupirei se partecipassero alla gara anche grandi gruppi del nord Italia». E in effetti nei giorni scorsi la struttura di via Montanara è stata visitata dai rappresentanti di alcune grosse società nazionali. «È ovvio che presenteremo la nostra offerta - dice Torselli -; nell'ottica di un percorso di continuità miriamo all'acquisto delle due Rsa che stiamo gestendo da anni. Ormai siamo storicamente radicati nel territorio della Bassa val di Cecina. Spesso lavoriamo a fianco delle istituzioni. Un esempio è il protocollo che firmeremo con il Comune di Cecina il prossimo 15 novembre». Un accordo in cui la Fondazione Maffi, nell'ambito della realizzazione di una struttura per pazienti in coma, si impegna anche al recupero dell'area di via Don Parducci a Palazzi, dove oggi si trova la sede amministrativa. Inoltre, Maffi potrebbe vendere parte dell'area stessa e prevedere, in accordo con l'amministrazione, un piano di trasformazione immobiliare. L'interesse della Fondazione per le strutture è testimoniato dal fatto che verrà esercitato il diritto di prelazione previsto dai bandi Asl. «Eserciteremo di sicuro il diritto - spiega Torselli -, in pratica a parità di offerte verrebbe scelta la nostra proposta. Inoltre, ci sono altre clausole nel bando su cui la commissione nominata dall'azienda sanitaria si riserverà di decidere in sede di consiglio». Anche se ci sono buoni presupposti, i vertici della Fondazione non si vogliono sbilanciare. «Come detto - conclude Torselli - presenteremo la nostra offerta. Abbiamo buone chance, ma quando si tratta di bandi aperti è difficile sbilanciarsi in previsioni. Tutto può succedere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
