Il Tirreno

Già finanziato il progetto da 9 milioni. La Provincia chiede aiuto alla Regione per acquistare la rena

Erosione, niente soldi per la sabbia

Rino Bucci
Erosione, niente soldi per la sabbia

Balneari infuriati per i ritardi: il 3 novembre un incontro chiave

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CECINA. Slitta l'avvio ai lavori contro l'erosione delle spiagge. Il piano per il ripascimento è stato approvato quasi un anno fa. Nell'occasione si parlò dell'autunno 2010 per l'apertura della gara d'appalto. Ma, ad oggi, non si muove foglia; i balneari hanno già chiesto un incontro in Provincia per avere rassicurazioni. «Ci sono già dei ritardi - spiega Stefano Paperini, rappresentante regionale, Fiba Confesercenti - per questo abbiamo sollecitato un faccia a faccia in Provincia che è stato fissato per il 3 novembre. Vogliamo rassicurazioni». Ad, oggi manca ancora il cronoprogramma. Secondo le previsioni dei tecnici di palazzo Granducale, la gara d'appalto doveva essere aperta entro l'autunno 2010, mentre le ruspe avrebbero preso il via intorno a febbraio 2011.

Ma, già ci sono dei problemi. Economici. Infatti, la Provincia riesce a coprire solo le spese per appaltare l'intero progetto e i lavori nei primi due lotti. Poi, serviranno altri soldi che non ci sono. Per questo da palazzo Granducale si stanno facendo pressioni sulla Regione. Il contributo da Firenze servirebbe soprattutto per la verifica di compatibilità e l'acquisto della sabbia indispensabile per il ripascimento. Ne servono 500mila metri cubi. Non bastano i sedimenti che ogni anno porta il fiume Cecina alla foce, quindi la rena va cercata altrove. Due le strade: o viene presa in mare con le idrovore (soluzione preferita dai balneari) o si cerca a buon prezzo nelle cave a terra. Una scelta che, però, tra estrazione e trasporto può costare davvero cara (diversi milioni di euro). In ogni caso, anche se il progetto è stato approvato e finanziato servirà l'aiuto della Regione per sbloccare la situazione.

Lo conferma anche a denti stretti l'assessore provinciale al demanio Simena Bisti. «Stiamo aspettando delle risposte sui finanziamenti - spiega Bisti - per ora non posso dire altro. Abbiamo un incontro a novembre con i rappresentanti della Regione e dei balneari. In quella riunione verranno prese le decisioni opportune e sapremo qualcosa in più sul cronoprogramma del piano anti-erosione. Ad oggi, non si può dire niente di più preciso». Dubbi, quindi. Gli stessi che aveva sollevato in questi giorni Alessandro Bechini, il segretario di zona del Psi. «Quello che chiediamo con forza - aveva espresso il politico - è che gli impegni presi vengano rispettati, indicando date e tempi d'avvio per la realizzazione del progetto e che a quelli ci si attenga». E la corsa sarà proprio contro il tempo, dal momento che, ogni anno, il mare si mangia metri d'arenile e file di ombrelloni. Per questo il progetto voluto dalla Provincia è stato a lungo atteso sia dai balneari che dai residenti e turisti. Una volta completato, a difesa della costa ci saranno ben 12 pennelli tra la foce del Fosso Mozzo e quella del Cecina e la spiaggia delle Gorette sarà divisa in 10 sezioni, ognuna interessata da un ripascimento di sabbia.

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