Il Tirreno

Le Arci si uniscono per gestire i servizi delle frazioni collinari

La sede del circolo Arci di Castelnuovo
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La sede del circolo Arci di Castelnuovo

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CASTELNUOVO. «Date a noi lo sviluppo delle frazioni collinari». È questo in sostanza il messaggio che lanciano le Arci di Castelnuovo, Gabbro e Nibbiaia riunite in un coordinamento unico sotto la sigla "Cgn". Messaggio che passa da una serie di proposte e idee, che saranno discusse sabato mattina nell'area feste Sorbetto a Castelnuovo. Insomma, l'Arci si ponne come nuovo punto di riferimento per il rilancio e la gestione dei servizi nelle tre frazioni collinari. Il coordinamento delle tre Arci ha elaborato un documento, che sabato dalle 9,15 sarà sottoposto all'attenzione dei cittadini. «In un anno di lavoro - spiega Claudio Ceccanti, presidente dell'Arci di Castelnuovo - abbiamo analizzato nel dettaglio i servizi presenti e assenti nelle tre frazioni. Partendo dal fatto che singolarmente i tre paesi non hanno un numero di abitanti tale per attrarre investimenti, abbiamo pensato di unire le forze. E allora l'idea è quella di vedere Castelnuovo, Nibbiaia e Gabbro come un paese unico di quasi 4mila abitanti. Dunque, come Castiglioncello a cui non mancano certo i servizi».  Ma andiamo al sodo. Cosa ha in mente l'Arci delle colline? «Siamo pronti - dice Ceccanti - ad assumerci la gestione di alcuni servizi strategici per le tre frazioni. Intanto, ad esempio, potremmo partire dallo sport. In che modo? Ipotizziamo una scuola calcio al Gabbro, una scuola di tennis a Nibbiaia e la palestra a Castelnuovo. Bene, l'Arci potrebbe pensare alla gestione dell'attività, degli impianti e al trasporto dei bambini e dei ragazzi nei vari centri. La stessa cosa la potremmo fare per la scuola».  Ma non solo. L'Arci Cgn si pone anche come punto di mediazione tra cittadini e amministrazione comunale e tra cittadini e aziende private. Anche qui Ceccanti fa un esempio. «Prendiamo l'Adsl. In collina è praticamente assente. Bene l'Arci si pone come soggetto per intavolare una trattativa con un fornitore: un conto è andare a trattare per una singola frazione e un altro è andarci uniti con un potenziale di 4mila residenti».  Un progetto che nasce anche dalle polemiche che spesso arrivano dalla collina all'indirizzo del Comune. «Ma i limiti dell'amministrazione comunale - spiega Ceccanti - sono talvolta dovuti al fatto che non è facile governare un territorio così grande. Naturalmente, il progetto che abbiamo in mente e che è aperto alle idee dei cittadini, può essere concretizzato se l'amministrazione comunale si rende consapevole delle necessità del territorio e dei suoi cittadini e allo stesso tempo riconosce il valore del progetto proposto. Tenendo presente che le realtà delle tre Arci sono già in accordo per una gestione comune di varie attività».  Di tutto questo se ne parlerà sabato al Sorbetto, «in un incontro aperto a tutta la cittadinanza e in cui è stata invitata anche la giunta».

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di Redazione web