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Stop al cemento sulla spiaggia

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Il Cdf sul caso Dune Mosse: «Si è commesso un vero pasticcio»

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«Di questo passo un giorno daremo l'addio alla spiaggia libera a Vada». Il Consiglio di frazione torna all'attacco sull'ampliamento del bagno Dune Mosse. Un ampliamento che sa sempre più di pasticcio. Un pasticcio burocratico, sia chiaro, dove il titolare della concessione non ha responsabilità. Sì, perché forse si poteva fare qualcosa per evitare quello che secondo molti cittadini è un intervento piuttosto invasivo per l'arenile di Vada, visto che si va a cementificare praticamente a due passi dalla battigia. Si poteva fare qualcosa sicuramente in fase di approvazione del Regolamento urbanistico.

Perché con gli stessi motivi con cui si sono sospese le nuove concessioni ai Punti azzurri (erosione e altolà della Regione a consumare troppo la costa), si poteva mettere nel congelatore anche l'operazione Dune Mosse. E poi: le Dune Mosse hanno rinnovato nel giugno del 2009 la concessione ottenuta nel 1999. Ma solo nel giugno scorso è stato rilasciato il permesso a costruire. Nell'arco di un anno si poteva fare qualcosa, visto oltretutto che la spiaggia ha continuato a perdere metri di sabbia? Bloccare la scheda normativa sarebbe stato forse troppo, ma magari poteva essere quella l'occasione per aprire un confronto. «E non ora a frittata fatta», come sottolinea Umberto Vannucci, presidente del Cdf Vada. «In questi giorni - si legge nella lettera inviata a Franchi - si assiste al depauperamento di un angolo di Vada, un angolo molto importante come il poco arenile rimasto. Si sta perpretando una vera violenza sulla poco spiaggia erosa; spiaggia che ha da sempre contraddisinto la nostra frazione e che purtroppo si assottiglia mese dopo mese».

La lettera prosegue. «Quello che non ti aspettavi, e cioè la cementificazione sulla concessione "Dune Mosse", è la prova incofutabile dell'incoerenza tra un documento a firma del sindaco Franchi del 7 giugno scorso sulle politiche ambientali dove fa riferimento alla "tutela e conservazione della fascia costiera e del patrimonio boschivo" e il permesso a costruire datato 24 giugno 2010 con cui si autorizza l'inizio dei lavori di cimentificazione sulla spiaggia. Viene quindi spontaneo domandarsi se non si è agito con tanta superficialità e disattenzione, quando invece si potevano prendere in esame altri spazi dove costruire dal momento che il Regolamento urbanistico e il Regolamento del Demanio lo permettevano e che il costruttore stesso aveva fatto notare all'amministrazione comunale l'anomalia a cui si andava incontro».

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