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Mille pacchi viveri in appena sei mesi: è boom di richieste
Rino Bucci
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ROSIGNANO. È in costante aumento il numero delle persone che non riesce a mantenersi con ciò che guadagna. Un trend preoccupante che viene confermato dall'aumento di richieste che sta sommergendo gli enti di volontariato. I dati pubblicati dalla Sorgente del Villaggio sono lo specchio di questo disagio: se nel 2005 venivano distribuiti 650 pacchi viveri all'anno, nel 2009 è stata toccata quota 1700. Un incremento che supera il 62 % in cinque anni. Un numero destinato ad aumentare, visto che nel primo semestre di quest'anno sono stati consegnati 950 pacchi. «Le persone che usufruiscono del servizio - spiega Rossella Toni dell'associazione - ci vengono segnalate dai servizi sociali o dalle parrocchie. Considerando un nucleo familiare di tre persone nei cestini vengono messi 2kg di pasta, un pacco di farina, uno di riso, barattoli con i legumi, un pacco di biscotti, parmigiano, una confezione di tonno, una di carne in scatola, tre litri di latte, un pollo e una confezione di macinato. Fino al 2008 i pacchi venivano consegnati una volta a settimana, oggi che le richieste sono aumentate dobbiamo assegnarli ogni 15 giorni. Quindi se leggiamo i numeri del 2009, in realtà per confrontarli agli anni passi dovremmo raddoppiarli». Ma chi sono i nuovi poveri? «Fino a qualche anno fa - continua Toni - c'erano molti stranieri, ultimamente la situazione è cambiata. Oggi, la stragrande maggioranza è italiana. Cominciano a venire anche persone che hanno casa, risiedono a Rosignano, ma non riescono a vivere con i loro guadagni. E poi, gli anziani, le badanti rimaste senza lavoro che si trovano a lavorare per strada e i malati. Da qualche anno, con l'Auser abbiamo attivato il servizio a domicilio». L'associazione di volontariato gestisce anche una mensa per poveri, a cui possono accedere tutti ed un servizio docce. Solo nel 2009, i pasti distribuiti sono stati 7700, mentre le docce 1780. Nel primo semestre di quest'anno le docce sono arrivate a 670, mentre i pasti sono stati 4050. «La mensa è aperta solo per il pranzo - prosegue Toni - ma a chi ne ha bisogno lasciamo delle porzioni in contenitori da asporto per la cena. Le richieste sono sempre in aumento». E, proprio la crescita esponenziale dei bisognosi, sta mettendo in difficoltà l'associazione. «Per far fronte alle richieste di tutti - conclude Toni - servono molte risorse economiche che spesso non abbiamo. Basti pensare che per il 2010, l'Asl non ci ha ancora rinnovato la convenzione e siamo a fine ottobre. Se la situazione non si sblocca sarà un gran problema garantire i servizi con regolarità. Non solo gli enti ci possono aiutare, anche i privati cittadini possono darci una mano. Se non vogliono lasciare donazioni economiche possono acquistare prodotti in scatola da inserire nei pacchi viveri. In fondo, tante gocce fanno il mare».
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