Sicurezza
Morì folgorato, confermata la condanna al ristoratore
Anche in appello l'uomo è stato ritenuto responsabile della morte di un quindicenne
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Confermate sia la condanna a 1 anno di reclusione per il ristoratore sia l'assoluzione per i tre funzionari dell'Enel. È l'esito del processo d'Appello che si è svolto a Firenze per la morte, avvenuta nel maggio di 7 anni fa, di un quindicenne di Pontedera rimasto folgorato nel piazzale di un ristorante a Santa Luce, per aver toccato la linea elettrica mentre stava giocando, al rientro da una giornata trascorsa al mare con i genitori.
La sentenza d'Appello ricalca quella di primo grado, dell'ottobre del 2009. L'accusa è omicidio colposo. Il ragazzo, Tommaso Bonaccorsi, di Pontedera, mentre era in corso una cena con genitori e amici, si mise a giocare nel piazzale del ristorante, finchè trovò per terra un tubo flessibile con il quale toccò accidentalmente un cavo dell'energia elettrica, rimanendo folgorato. Secondo l'accusa, il ristoratore, difeso dall'avvocato Francesco Virgone di Pisa, sarebbe responsabile perchè Tommaso aveva costruito un terrapieno formato dai materiali di risulta dei lavori per l'ampliamento del piazzale e sorto senza rispettare la distanza di sicurezza necessaria e prevista dalla linea di media tensione. I funzionari Enel, difesi dagli avvocati Lorenzo Zilletti e Nino Giunta, sono stati assolti.
Il terrapieno sarebbe stato costruito dopo la loro ultima ispezione. Confermata una sola condanna per un tragedia che poteva essere evitata. Ed è quella nei confronti del proprietario del locale "L'Incontro", Girolamo Pugliese, 71 anni, di Riparbella. Fin dall'inizio l'inchiesta della Procura di Pisa si concentrò proprio sull'esistenza del terrapieno e la distanza dai cavi. Per la tragedia furono rinviati a giudizio non solo il proprietario del terreno ma anche (fu ravvisata negligenza) e i dirigenti dell'Enel di Livorno, per omesso controllo delle linee elettriche. La morte di Tommaso (la sua famiglia è molto conosciuta, il padre è stato anche giocatore di basket) commosse e indignò una città. In tanti si chiedono, ancora oggi, pur di fronte a due sentenze dello stesso tenore, se il proprietario del ristorante sia l'unico responsabile. Certamente i lavori nel parcheggio non dovevano essere passati inosservati. E il terrapieno non si sarà formato nell'arco di poco tempo. Eppure sia il Comune, per la parte che riguarda i controlli di propria competenza, sia l'Enel sono riusciti a dimostrare di avere effettuato tutte le verifiche necessarie e di non avere notato il terrapieno.
La sentenza d'Appello ricalca quella di primo grado, dell'ottobre del 2009. L'accusa è omicidio colposo. Il ragazzo, Tommaso Bonaccorsi, di Pontedera, mentre era in corso una cena con genitori e amici, si mise a giocare nel piazzale del ristorante, finchè trovò per terra un tubo flessibile con il quale toccò accidentalmente un cavo dell'energia elettrica, rimanendo folgorato. Secondo l'accusa, il ristoratore, difeso dall'avvocato Francesco Virgone di Pisa, sarebbe responsabile perchè Tommaso aveva costruito un terrapieno formato dai materiali di risulta dei lavori per l'ampliamento del piazzale e sorto senza rispettare la distanza di sicurezza necessaria e prevista dalla linea di media tensione. I funzionari Enel, difesi dagli avvocati Lorenzo Zilletti e Nino Giunta, sono stati assolti.
Il terrapieno sarebbe stato costruito dopo la loro ultima ispezione. Confermata una sola condanna per un tragedia che poteva essere evitata. Ed è quella nei confronti del proprietario del locale "L'Incontro", Girolamo Pugliese, 71 anni, di Riparbella. Fin dall'inizio l'inchiesta della Procura di Pisa si concentrò proprio sull'esistenza del terrapieno e la distanza dai cavi. Per la tragedia furono rinviati a giudizio non solo il proprietario del terreno ma anche (fu ravvisata negligenza) e i dirigenti dell'Enel di Livorno, per omesso controllo delle linee elettriche. La morte di Tommaso (la sua famiglia è molto conosciuta, il padre è stato anche giocatore di basket) commosse e indignò una città. In tanti si chiedono, ancora oggi, pur di fronte a due sentenze dello stesso tenore, se il proprietario del ristorante sia l'unico responsabile. Certamente i lavori nel parcheggio non dovevano essere passati inosservati. E il terrapieno non si sarà formato nell'arco di poco tempo. Eppure sia il Comune, per la parte che riguarda i controlli di propria competenza, sia l'Enel sono riusciti a dimostrare di avere effettuato tutte le verifiche necessarie e di non avere notato il terrapieno.
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