Proteste
Operazione di Maffi con Regione, Asl e Comune. Alloggi e servizi nellarea di via don Parducci
Pazienti in coma, ok al centro
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La sede amministrativa della Casa Maffi in via don Parducci a Palazzi Nascerà a Palazzi (30 posti letto): l'accordo all'esame della giunta
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CECINA. Sul protocollo d'intesa c'è già l'okay del cda della Fondazione Maffi. A giorni, sul documento, si pronuncerà la giunta comunale e successivamente la direzione dell'Asl 6 e la Regione Toscana. L'intento è di arrivare a novembre per la firma. La complessa operazione che porterà a Cecina il primo centro regionale per pazienti in coma vegetativo, di cui anticipammo i contenuti nel febbraio scorso, va avanti. Ed è di queste ore la definizione di un accordo a quattro che sancisce impegni, tempi e criteri di realizzazione della nuova struttura sanitaria. Un centro che dovrà occuparsi di quelle persone che si trovano in coma vegetativo permanente ovvero in stato continuativo di veglia incosciente che, in Italia, si calcola siano oltre 2500. Un problema che attaglia altrettante famiglie appese ad un filo di speranza e spesso costrette a vivere, nelle mura domestiche, il dramma di un'assistenza sempre più difficile. Da 20 a 30 ospiti. Nel protocollo Maffi s'impegna a realizzare il centro sul territorio cecinese (si sonderebbe il terreno per alcune aree a Palazzi). Il centro sarà abilitato inizialmente ad accogliere 20 pazienti ma potrà espandersi fino a 30. Inoltre Maffi s'impegna a sostenere l'occupazione con personale medico, infermieristico ed Osa (si calcola che il nuovo centro possa richiedere personale nel rapporto col paziente di uno a tre) e a presentare al Comune di Cecina un piano di recupero dell'attuale area di via don Parducci, a Palazzi, dove oltre alla sede amministrativa c'è la residenza assistita assistenza per anziani non autosufficienti. Maffi: calo dei pazienti. Solo che con gli anni e con l'apertura, sul territorio livornese, di nuove case di riposo il numero degli ospiti è andato drasticamente calando. Rispetto ai 600-700 pazienti degli anni '70-80 si è arrivati agli attuali 130 col risultato che una buona parte degli edifici della fondazione Maffi risulta inutilizzata. Ecco perché, in previsione del nuovo centro per i coma vegetativi, Maffi potrebbe vendere una parte dell'area, mantenendo la direzione e la casa di riposo. Prima di questo, tuttavia, è necessario che la fondazione insieme al Comune lavori alla stesura di un piano di recupero cui dovrebbe seguire una una variante urbanistica ad hoc. Il piano di recupero. Si potranno realizzare interventi di tipo edilizio (costruzione di alloggi e servizi). «L'importante - spiega il sindaco Stefano Benedetti - è che gli intervesti s'inseriscano in un percorso di riqualificazione urbana di un'area particolare come quella della Maffi, che si trova al centro dell'abitato di Palazzi». Ecco perché nel protocollo si prevede anche una partecipazione della Regione (il governatore Rossi guarda con grande interesse all'apertura, in Toscana, di un centro sanitario che si annuncia all'avanguardia e che va a colmare certe lacune nel percorso assistenziale di pazienti che si trovano in queste condizioni). «Pensiamo che la Regione - dice Benedetti - possa partecipare alla stesura di piani di politica abitativa e alla destinazione di risorse per interventi nel settore del disagio abitativo, penso a forme di social housing. Cecina potrebbe diventare la base per un progetto pilota che metta in campo più soggetti». Un tavolo tecnico. In attesa che si definiscano piani e si rimoduli lo strumento urbanistico, il protocollo d'intesa fra Maffi, Comune di Cecina, Asl 6 e Regione fissa anche altri punti. L'apertura di un tavolo tecnico fra i quattro soggetti interessati che vigili sulla definizione dei progetti. La garanzia che l'operazione possa essere portata avanti secondo tempi certi. Così, il primo passo, è la predisposizione di un progetto entro giugno 2011 e la definizione dello stesso entro l'arco dell'anno. Poi la realizzazione del nuovo centro e l'avvio del piano di recupero dell'area di Palazzi. Con la fondazione Maffi - ricorda il sindaco - che ha già detto in modo chiaro che questo investimento si farà a Cecina e che qui rimarrà la testa di una fondazione che negli ultimi anni aveva diversificato gliinvestimenti guardando anche ad altre aree della Toscana. A.R.
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