Il Tirreno

Uno studioso svela i misteri dell'origine del nome California

Alcune pagine del giornale L’Italo-Americano
◗
Alcune pagine del giornale L’Italo-Americano

3 MINUTI DI LETTURA





 BIBBONA. Un emigrante tornato dall'America, Buffalo Bill e il tour in Italia, una nave dal sud diretta oltreoceano e approdata sulle coste livornesi. Le circostanze che portarono a ribattezzare una frazione nel comune di Bibbona "La California" sono misteriose e affondano le radici nella metà dell'Ottocento.  Da anni Marco Andrenacci, ingegnere bibbonese studioso di storia locale, cerca di ricostruire le vicende che portarono a ribattezzare un fazzoletto di terra in Toscana con il nome di uno stato americano. Ricerche che presto dovrebbero diventare un libro, ma che già - tramite il giornalista fiorentino Nicolò Mattina e il collega Usa Tony Ghezzo - hanno trovato spazio nella rivista a stelle e strisce "L'Italoamericano". «Una buona opportunità per il territorio - la definisce l'assessore Stefania Brunetti - che speriamo possano aprire dei canali con il turismo d'oltreoceano». Andrenacci ripercorre la storia partendo dal censimento del 1865. «Anno importante per la nostra storia - scrive - perché per la prima volta comparve il nome La California per indicare un luogo dove nel frattempo era sorta un'osteria». L'osteria si trovava sulla via Aurelia e nel 1891 fu rilevata da Amerigo Gabbani. Questo particolare porta Andrenacci a scartare alcune ipotesi sulla nascita del toponimo. Infatti, «il nome California era già in uso prima del 1865 - scrive - quando l'emigrazione di massa dal sud Italia non si era ancora diffusa. Inoltre, tra i primi abitanti della California non c'era nessuno proveniente dal sud. Infine, Buffalo Bill arrivò in Europa con il suo circo nel 1887, quando il toponimo California era già in uso».  A questo punto le ricerche di Andrenacci si fermano, «la famiglia Gabbani proveniva da Pisa - continua il ricercatore - e di altri migranti non c'era traccia». Lo storico non si è dato per vinto e la ricostruzione della vicenda riparte quando si imbatte in una figura rinascimentale: Leonetto Cipriani. Nato in Corsica, Cipriani si trasferì presto a Livorno e comprò diversi poderi nella provincia tra cui quello di San Vincenzino a Cecina, dove risiedette tra il 1847 e il 1848. Durante questi anni strinse amicizia con molti abitanti della zona e aprì l'osteria dell'Omino di Ferro a Cecina. Per interessi si trasferì in America più volte tra il 1837 e il 1848. Nel 1849, maturò l'idea di emigrare in California, dove fu console di San Francisco, «una vera e propria autorità della metropoli», scrive Andrenacci. Addirittura, Cipriani è considerato il fondatore della cittadina di Belmont, dove c'è ancora una scuola elementare a suo nome. «L'avventura a San Francisco del Cipriani e dei suoi compagni di viaggio si concluse nel 1855 quando fecero ritorno a Cecina. In questo periodo ebbe modo di verificare la gestione della locanda dell'Omino di Ferro ed ebbe continui contatti con l'amministrazione di Bibbona». Andrenacci, nella ricostruzione, ritiene che Leonetti Cipriani sia stato il vero collegamento tra le due California. «Una volta ritornato a casa - riscostruisce lo studioso - il gruppo di viaggio non avrà sicuramente esitato nel raccontare le avventure americane, contribuendo alla diffusione del mito della California nella nostra zona. Ricordiamoci che tra il 1850 e il 1865 nacque una nuova osteria a La California, gestita da Amerigo Gabbani. L'osteria era proprio a metà strada tra quella del Cipriani a Cecina e quella di Donoratico. Sembra quasi di sentire ancora Amerigo che risponde: "La California, ovviamente", all'ufficiale che fece il censimento del 1865». (r.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini