La manifestazione
L’amministratore delegato della società interviene dopo le polemiche sul cantiere di Vada
«Non è uno stabilimento balneare»
Dottori (Dune mosse srl) esclude aumenti di superficie sulla battigia
3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. «Non è uno stabilimento balneare». La società "Dune mosse Srl", titolare della concessione demaniale di noleggio e rimessaggio attrezzature balneari sulla spiaggia di Bonaposta a Vada, interviene sulle polemiche relative alle nuove costruzioni sulla battigia di cui "Il Tirreno" ha dato conto nei giorni scorsi. Lo fa attraverso l'amministratore delegato Valerio Dottori: «Non si sta costruendo uno stabilimento balneare, è il completamento della nostra attività familiare, iniziata dodici estati fa, con servizi necessari sul tratto di costa a sud di Vada: bagni, docce, somministrazione di alimenti e bevande. Dei 50 metri di fronte mare a noi in concessione, l'80 per cento sarà occupato dalla struttura e sue pertinenze la cui vocazione sarà fondamentalmente quella di erogare servizi alle migliaia di persone che affollano la spiaggia libera. L'opera non sorge su spiaggia libera ma la concessione sulla quale costruiamo, anche se più piccola, la deteniamo dal 1999 ed era addirittura preesistente». «Non capisco - continua Dottori - quale sia il problema nell'aver chiesto e ottenuto dal Comune uno specchio acqueo in concessione visto che la nostra attività è principalmente di noleggio e rimessaggio imbarcazioni. E le imbarcazioni stanno nell'acqua, mi pare.... L'assegnazione di questo specchio acqueo che potrà ospitare un esiguo numero di natanti ci è stata indispensabile dal momento che lo statuto del vicino porticciolo di Vada vieta l'ormeggio di imbarcazioni impiegate in attività di lucro». Sulle opere che verranno costruite vicino alla battigia Dottori ricorda che «è un ampliamento di una concessione esistente e uno dei limiti normativi prevede che le nuove superfici debbano essere un'espansione di quelle esistenti. Il posizionamento dell'edificio è perciò proprio su quell'area in concessione dagli anni Novanta, il cui lato rivolto al mare mantiene l'ubicazione originaria riportata sulle mappe catastali. L'aumento di superficie è stato posizionato a nord, sud e est della concessione originale lasciando immodificato il lato mare. E l'edificio è collocato vicino al mare, poiché è lì che catastalmente si è sempre trovata la concessione e da tali riferimenti cartografici non è possibile scostarsi. Purtroppo da quando la concessione demaniale fu rilasciata l'erosione ha fatto sì che la battigia si sia ridotta». Per quanto riguarda il passaggio attraverso la concessione, Dottori dice: «Si potrà transitare dalla battigia che ci è stato concesso di occupare, solo momentaneamente, col cantiere per motivi di sicurezza. Inoltre è previsto un corridoio di passaggio tra la struttura e la duna». Dottori si dice dispiaciuto che «qualcuno abbia voluto innescare la polemica prima di conoscere i fatti e di vedere l'edificio ultimato, costruito interamente in legno (a eccezione delle fondamenta) con basso impatto acustico ed energetico, produzione di corrente da fotovoltaico, acqua sanitaria dal solare e che potrà essere un fiore all'occhiello per la costa e non un neo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
