Finanza
IL DIBATTITO POLITICO
Roberta Torretti consigliere comunale Pd
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L'ANALISI DI ROTELLI Se il Pd non guarda alle energie dei cattolici Alcuni giorni fa, l'amico Falagiani ha riaperto il confronto su alcuni temi cari ai cattolici democratici locali: il valore della loro testimonianza e dello scarso peso che hanno all'interno del PD e la continua ricorrente tentazione della sinistra locale di spostarsi sempre più a sinistra, nei momenti di crisi. Oggi, il popolo cattolico è al centro di una sconvolgente, importante evoluzione anche se, per ora, ciò non dà luogo a evidenti fenomeni di incisività sociopolitica. Se si esamina la consistenza quantitativa del popolo cattolico, il suo costante vivere in orizzontale senza coazioni, se si riflette sulla esistenza delle 25.000 parrocchie italiane allora ci si rende conto di quanto vasta sia questa copertura pressoché totale del nostro territorio e delle sue dinamiche sociali. Il valore e l'importanza di questa presenza sempre più centrale la si ritrova soprattutto sul piano qualitativo dell'impegno; nella testimonianza di fede, nella quotidiana capacità di vivere rifiutando la bulimia di un edonismo banale e facile, grazie al quale si gode anche di ciò per cui non si è provato nemmeno desiderio,per la capacità di vivere il proprio territorio come un valore aggiunto superando la dimensione geografica dello stare;nel desiderio di vivificare le relazioni interpersonali e aspirare ad una vera vita comunitaria, ricercando caparbiamente integrazione e coesione sociale, vivendo come cittadini attivi, nelle innumerevoli forme di volontariato come nelle realtà culturali o nell' associazionismo. La domanda che allora spesso, ultimamente, ci poniamo è: perché tale riconosciuta importanza non riesce oggi ad esprimersi compiutamente nella realtà socio-politica? La risposta più facile ed immediata è: «questo è un obiettivo che la maggioranza dei cattolici non ritiene più meritevole d' impegno». Io credo che questa risposta, pur veritiera, sia parziale e non esaustiva. Forse la verità è che mancano oggi ai cattolici i livelli intermedi di raccolta delle proprie forze per poi finalizzare queste allo sviluppo collettivo del paese. Ci sono invece movimenti, associazioni, gruppi di aggregazione e di impegno sociale che vedono in prima linea il polo cattolico, dove però l'elemento aggregante è più religioso e spirituale che di impegno civile(...) Se manca questo tessuto intermedio, scarso e frammentario rimane il peso del popolo cattolico nel panorama politico. Se i cattolici vogliono tornare a partecipare allo sviluppo complessivo della nostra società, devono lavorare per la crescita del proprio tessuto intermedio e delle sue dinamiche. Che dire invece della ricerca di nuove alleanze da parte del Pd locale? In politica la bontà di una alleanza la si giudica dalla adesione ad un comune programma e non dal calcolo aritmetico dato dalla somma delle rappresentanze. Se c'è accordo sul programma di governo, allora ci sono tutte le premesse per ricercare alleanze ed allargamento della maggioranza; altrimenti tutto il resto è pura accademia. Certo, fra forze politiche che hanno condiviso in passato comuni matrici ideologiche e comuni esperienze di governo, dovrebbe essere più facile trovare comuni punti di contatto programmati ci. Inoltre con la scomparsa della Margherita e l'assenza dell'UDC, non è poi così facile individuare a livello locale un'area di centro di significativa presenza anche numerica in consiglio, dando per scontata l'impossibilità di un accordo programmatico con la casa delle libertà, chiara forza antagonista. Il rischio maggiore è invece a mio giudizio quello del ricorso continuo per le assunzioni di responsabilità da parte del partito di maggioranza, ad una nomenclatura interna al Pd locale di prevalente provenienza Ds indipendentemente dalla qualità delle forze a disposizione e della nuova pluralità, prigioniere, anche le Amministrazioni di sinistra, dell'antica suggestione data dal senso di appartenenza. Paolo Rotelli VIVIANI (IL CAMBIO) Caro sindaco, sbagli a snobbare le minoranze Carissimo Sindaco, ero presente all'ultimo burrascoso consiglio comunale ed ho visto da parte tua un comportamento che, francamente, non mi è apparso adeguato ad un sindaco che voglia rappresentare l'intera comunità di Rosignano. A cosa mi riferisco? Eri, come tutti, già a conoscenza della tensione generata dalla necessit di tagliare di 9,5 milioni di euro sulle prevsioni di aprile, con tutte le minoranze pronte, credo legittimamente, a sottolineare gli errori commessi; stava dunque alla tua autorevolezza consentire che la seduta potesse continuare in modo democratico e aperto ad ogni voce, per quanto "scomoda". Invece niente, hai fatto finta di niente, mostrandoti, perdona la franchezza, distratto e un po' supponente, come sempre in politica chi ritiene di essere "autosufficiente". Certo, da quando sei stato nominato sindaco, non è che ne hai indovinate molte, partiamo dal sottopasso, non dimenticare che l'inaugurazione con taglio del nastro è stata in piena campagna elettorale... ma continuiamo sugli ascensori di piazza della Repubblica, a settembre dello scorso anno avevi dichiarato che entro tre mesi sarebbero iniziati i lavori, evidentemente i tuoi collaboratori ti forniscono sempre notizie imprecise(...) Sulla situazione Rea, anche gli interventi molto tardivi e vaghi: prima non sai niente, poi addirittura hai ottenuto le dimissioni da parte di qualcuno nel consiglio di amministrazione (con una tempistica tutta da verificare); inoltre un nuovo soggetto dal 1 gennaio è colui (chissà chi è?) che decide chi, come e quanto si potrà conferire in discarica(...) Quindi si arriva all'approvazione del bilancio: prima una relazione da parte dell'assessore che accusa di inadeguatezza le minoranze (dopo aver avuto un ruolo importante nell'errore macroscopico del bilancio di previsione!), dice che strumentalizzano, personalizzano e speculano politicamente (dopo aver per tutta l'estate fatto il "rimpiattino" coi documenti e fatto dichiarazioni quotidiane sulla stampa); poi il "colpo di scena", con il capogruppo PD che presenta un emendameto tenuto fino a quel momento "segreto" (chissà perché). Sono stati spesi da parte dei cittadini quasi duemilioni di euro per la redazione del nuove regolamento urbanistico, e qui non mi dire che non lo sapevi in quanto eri assessore all'urbanistica nella precedente giunta, ed ora state lavorano per correggerlo tutto, perché ci raccontate che è tutto da rifare in quanto pieno di errori... ma non potreste chiedere danni a chi ha redatto tale strumento alla data odierna del tutto inutile..., ah! dimenticavo, le cause civili, il Comune le fa solamente con i poveracci, vedi dipendenti, vedi qualche evasore anziano di Ici. Caro Alessandro, non è così che si dimostra la forza politica di un sindaco. Caro sindaco, per essere davvero sindaco e "primo cittadino", inizia a interpretare il tuo posto come quello di chi è al servizio dei cittadini; dimostra la pazienza e l'umiltà di ascoltare. Non sei stato eletto per chiuderti nel feudo e fare e disfare a tuo piacimento con la stretta cerchia dei tuoi "consiglieri", ma per realizzare qualcosa di buono per tutta la comunità. Viviano Viviani Movimento Il Cambio TORRETTI (PD) La scuola bistrattata e gli impegni del Comune In questi giorni, ma oserei dire in questi mesi, si è parlato molto di tagli alla scuola, tagli all'università, e tagli ai servizi che permettono al meglio e per tutti il funzionamento delle stesse. Come tutti i Comuni d'Italia, anche il nostro non è rimasto indenne, e non poteva essere diversamente da questo prcesso involutivo che il Governo Berlusconi, e il tandem Tremonti Gelmini, hanno avviato e stanno portando avanti con velocità impressionante e determinazione certosina. Credo che sia da sottolineare come invece, proprio in questo momento l'amministrazione di Rosignano abbia scelto di incrementare di 25.000 euro, portandola a 285.000 la spesa per i bambini disabili nelle scuole. Perché se in un momento di crisi tutti soffrono chi ha maggior bisogno di aiuto, è chiaro, soffre di più. È palese, che nella carenza di insegnanti, inservienti e strumentazione tecnica e pedagogica adeguata, un bambino disabile soffre di pià e la sofferenza si ripercuote gioco-forza sulla classe, sugli insegnanti, sull'insegnamento, e perché no quindi anche sul lavoro di tutti. Invece, la nostra amministrazione, anche in questa occasione, ha voluto mantenere e consolidare la sua scelta di dare a tutti i bambini e le bambini che frequentano le nostre Scuole, pari dignità. Si perché, il ragazzino e la ragazzina è nella Scuola, dell'infanzia prima, e Elementare dopo, che forma la sua dignità. E la sua personalità. Un bambino o una bambina sereni, anche nelle difficoltà, che non vanno nascoste, ma misurate, saranno infatti ragazzi e ragazze, uomini e donne adulti/adulte, sereni e consapevoli. Ritengo quindi, come sia da sottolineare, che anche quest anno il Comune di Rosignano Marittimo abbia deciso, in un momento per tutti difficile da che parte stare. Facendo la propria parte. E anche qualcosa in più.
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