Il Tirreno

Scuola. Tagli al personale e ai laboratori, ma nel mirino anche le carenze dell’edificio

Sarà un'autogestione a oltranza

Chiara Castaldi
Sarà un'autogestione a oltranza

Studenti di Alberghiero e Ipsia in rivolta con la riforma Gelmini

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 ROSIGNANO. «Adesione quasi totale degli studenti» e «solidarietà di gran parte degli insegnanti», per la protesta contro la riforma Gelmini iniziata ieri a Alberghiero e Ipsia di Rosignano. Lo dichiarano gli studenti delle due scuole che fanno parte dell'Isis Mattei con sede nell'edificio distaccato, fra via della Repubblica e via Allende, annunciando l'inizio dell'autogestione. Gli studenti delle professionali, dunque, prendono il testimone passato da Liceo e Iti.  A differenza di quest'ultimi, che avevano fissato un termine dell'autogestione, gli studenti di Alberghiero e Ipsia annunciano di procedere a oltranza. «Andremo avanti - afferma Martina Giobbi, studentessa dell'Alberghiero - fino a che ci sarà l'adesione degli studenti». Adesione che a quanto pare interessa la maggioranza degli iscritti: «circa 400 su 620», dichiarano dalla scuola. Anche gli insegnanti darebbero il loro sostegno agli studenti. «Alcuni di loro - afferma Giobbi - durante le ore in cui non hanno lezione, ci fanno corsi alternativi sui contenuti della riforma».  Le problematiche denunciate sono simili a quelle già sollevate a Liceo e Iti: «tagli del personale docente e non docente, che si ripercuotono sulla didattica e sulla sicurezza e creano disagi di vario tipo». «I tagli al corpo docente - aggiunge Antonio Spatola dell'Ipsia - ha ridotto il numero di assistenti a uno per due laboratori». Problema simile all'Alberghiero per quanto riguarda l'insegnamento delle lingue. «Hanno accorpato - riprende Giobbi - le classi di tre indirizzi diversi, che hanno tre libri di testo diversi con tre programmi diversi. In più questo comporta classi numerose».  Contestati anche i tagli che riguardano il personale Ata. «Al piano terreno - dice un'altra studentessa, Emanuela Metani - dove ci sono una classe e tutti i laboratori, siamo passati da tre a un bidello; mentre al primo piano, dove ci sono tutte le altre classi, si è passati da sette a quattro persone addette ai servizi ausiliari. Così, la sicurezza non è garantita».  La decisione dell'autogestione è emersa durante le assemblee di istituto svolte la settimana scorsa. «Parteciperemo alla manifestazione di Pisa di inizio novembre», dicono». Nel calderone della protesta anche l'annosa questione della decadenza dell'edificio che ospita le due scuole. «Una parete di cartongesso - dice Spatola - divide in due, oltre a un'aula, anche una finestra che non si può più aprire».

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