Il Tirreno

LETTERE & INTERVENTI

Benito Gragnoli   Consigliere provinciale PdL

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SPI CGIL La sicurezza sul lavoro sta diventando un optional  "La sicurezza sul lavoro è un lusso che non possiamo permetterci" dice Tremonti... Non riesco a togliermi dalla mente queste parole. Siamo caduti così in basso da non dare nessun valore alla vita umana. Più importante della vita umana è arricchirsi in tutti i modi, non si può pensare alla sicurezza sul lavoro, a salvaguardare tante vite umane! I lavoratori devono scegliere, o il lavoro a rischio della vita o la disperazione della miseria più nera, per loro e per le proprie famiglie, gli ultimi esempi lampanti sono i fatti di Pomigliano e dei tre lavoratori licenziati alla Fiat di Melfi. Possiamo condividere una logica di questo genere? Con tutte le nostre forze dobbiamo dire no. Dobbiamo opporci a questa logica perversa. Dobbiamo opporci a quelle forze politiche che la perseguono. Le forze politiche sociali che la rifiutano come principio etico e sociale inaccettabile, forti di questo principio che le unisce devono superare divisioni, interessi personali, particolarismi e fare fronte unico per tentare di uscire da questa situazione veramente intollerabile. Luisa Niccolini, Spi-Cgil Rosignano COMUNE NEL MIRINO Gli attacchi violenti non portano a niente  Le cronache dei quotidiani locali, ormai da troppo tempo, sono quasi giornalmente costrette ad occuparsi, in negativo, delle vicende del Comune di Rosignano. Siamo di fronte ad un "crescendo rossiniano" di violenti attacchi da parte di una componente dell'opposizione che ormai sta travalicando il normale democratico ma anche "aspro" dibattito all'interno del Consiglio Comunale: si inviano appelli al prefetto, si sollecita l'intervento della Corte dei Conti, si presentano addirittura denunce alla Procura della Repubblica.  Voglio precisare subito che "quella in corso" da qualunque parte provenga, "è una logica perdente. Sta preoccupando, lo stiamo registrando in molti ambienti, questo clima da caccia alle streghe, da ultima spiaggia che sta vivendo la nostra comunità (...)  Mi sento legittimato a scrivere queste note per il mio sincero attaccamento a questo territorio, da autentico rosignanese doc. Questa legittimazione è anche conseguenza per avere rappesentato, in tempi ormai lontanissimi, la comunità rosignanese in consiglio comunale: un compito svolto, in maniera molto critica ma sempre costruttiva.  Proprio alla luce di questi precedenti, ritengo mio dovere rivolgere un appassionato invito a tutti ma in particolare al gruppo consiliare di Rosignano Democratica (una costola del vecchio corpaccione dell'ex PCI ed ora PD che si è clamorosamente staccata dalla "Casa Madre" in occasione delle ultime elezioni comunali del 2009) per una serie di clamorosi contrasti interni), perchè abbandoni questa "guerriglia" ormai anacronistica e distruttiva: siccome è in grado di condurre delle "buone battaglie", lo faccia, in maniera costruttiva, nell'interesse generale.  Il Comune di Rosignano ha gìà vissuto il trauma di una legislatura (quella del 2004-2009) praticamente perduta e non si trova nelle condizioni di vivere "un replay" ancora più grigio ed inconcludente ed a subire,sulla propria pelle, le conseguenze di uno stato di guerra permanente tra le due anime della decadente sinistra rosignanese. L'occasione mi consente anche di inviare un amichevole avvertimento al bravissimo rappresentante del gruppo consiliare Il Cambio (di cui rivendico la originale paternità) di non lasciarsi condizionare da questa logica "qualunquista" ma di operare solo ed esclusivamente per il bene comune: lo sta dimostrando perchè De Bari ne ha le capacità.  Voglio augurarmi, in conclusione di queste note che si ponga fine a queste clima che trasuda rabbia e contrapposizione e si cominci ad affrontare la seria e complessa problematica che il Comune di Rosignano è costretto ad affrontare a seguito dei tagli del governo Berlusconi e per le traumatiche compressioni delle royalties della Rea. Enrico Dello Sbarba Il Centro LA PROTESTA Incidenti in variante Automobiisti senza colpe  Sono Marco Eugeni lo sfortunato automobilista che si è imbattuto nella deviazione maledetta. Volevo esprimere il mio dissenso sul fatto che si vuole imputare il mancato disastro e la rovina di svariate famiglie a causa del mancato rispetto delle norme stradali.  Faccio presente che sono circa 22 anni che posseggo la patente di guida e che fino a prova contraria non ho mai fatto incidenti per mia causa, infatti la mia assicurazione personale è in prima classe.  Mi sconvolge il fatto che si voglia coprire la grave negligenza di chi ha effettuato i lavori scaricando tutto su delle brave persone risultate sobrie e non drogate a tutti i test dell'ospedale richiesti a norma di legge.  Ripeto che le segnalazioni sono state poste in seguito e solo dopo l'ennesimo incidente. Allora vi chiedo: siamo tutti bugiardi e stupidi, o qualcuno non vuole gatte da pelare? Per la cronaca io mi ritrovo con un mezzo da buttare sudato le sette camicie, una vertebra schiacciata e tanta rabbia. Poteva essere un vero disastro, per cui fatevi un esame di coscienza, prima di sputare sentenze di comodo (non rivolto al Tirreno)  Confermo che ci stiamo muovendo per essere risarciti dei danni subiti ed invito tutte le persone coinvolte a contattarci per fare rivalsa dei nostri diritti.  Vi saluto augurando una pronta guarigione alle persone coinvolte con la speranza che giustizia sia fatta.  Marco Eugeni SPAZIO GIOVANI Qualcuno spieghi perché il centro resta chiuso  Leggiamo ancora una volta la storia del centro polivalente di Cecina mai utilizzato. Sta diventando una storia infinita. Una vicenda di parole ed impegni presi, progetti fatti, lavori avviati e quasi completati e di strutture che restano vuote per una serie di problema. E poi si dice che mancano gli spazi di aggregazione... Sono quattro anni che esiste questo edificio e resta un «monumento» inutilizzato. Qualcuno deve dare spiegazioni. Manuela Roccati GRAGNOLI (PDL) A Castagneto un abuso di consulenze  È quanto mai apprezzabile l'iniziativa del Tirreno di mettere al corrente i cittadini sull'entità delle spese sostenute dagli enti locali per incarichi e consulenze. A tal proposito mi corre l'obbligo di ricordare come il Comune di Castagneto si sia distinto da sempre per l'elevato numero di incarichi assegnati, come più volte denunciato da questo gruppo consiliare nelle sedi istituzionali, destinando al pagamento delle consulenze risorse preziose che avrebbero potuto e dovuto essere investite in interventi concreti a favore della cittadinanza.  La mia non vuol essere una critica gratuita alla possibilità degli enti locali di ricorrere, ove necessario, a consulenze esterne: ben vengano collaborazioni esterne allorchè queste siano chiamate a sopperire alla mancanza di risorse interne all'Amministrazione. Diverso è l'abuso nel ricorso ad incarichi esterni, specie quando (e questo è il caso del Comune di Castagneto) questi siano richiesti da un Comune dalla pianta organica sovradimensionata di almeno il 30% e vadano ad interessare, quasi fossero praebendae a cadenza fissa, sempre i soliti noti. Da un'attenta analisi della situazione è più che legittimo chiedersi perché a Castagneto non vengano sfruttate le abbondanti risorse interne, onde poter risparmiare quanto necessario per adempiere ai fabbisogni del territorio. Se da una parte, infatti, la Giunta di Castagneto continua a spendere senza criterio in consulenze, dall'altra giustifica il proprio immobilismo lamentando i tagli del Governo centrale. Chi di noi ha visto l'inizio di opere pubbliche sul territorio? Come vengono impiegati i soldi dei cittadini? Nonostante a Castagneto tutto permanga nella più assoluta inerzia, le consulenze hanno subito una decisa impennata. E' di recente deliberazione, inoltre, il rincaro della mensa scolastica imposto dal Comune per ovviare (tale la giustificazione addotta) ai tagli del Governo Berlusconi. Come giustamente sottolineato dai genitori, l'aumento del servizio, predisposto non al momento dell'iscrizione, ma a scuola già iniziata, va a gravare notevolmente sulle tasche delle famiglie senza che se ne comprenda né la ratio (se non quella di far cassa), né l'urgenza che è stata riscontrata soltanto negli ultimi giorni.  Raccomando ai nostri amministratori una più attenta lettura dei bilanci comunali, una valutazione più obiettiva degli interventi necessari e soprattutto una gestione più oculata dei fondi a disposizione, in modo da evitare in futuro che risorse preziose per la cittadinanza continuino ad essere sprecate per incarichi di consulenza dispendiosi quanto inutili.

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