Il dolore
Cè una regolare concessione, ma fa discutere che si costruisca su una spiaggia libera e soggetta a erosione
Spunta un nuovo bagno, è polemica
Alessandra Bernardeschi
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Il nuovo bagno in fase di costruzione sulla spiaggia di Vada A Vada è in via di realizzazione uno stabilimento a pochi metri dalla riva
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VADA. Giorni di protesta a Vada per l'ampliamento dello stabilimento balneare Dune Mosse. I lavori per la nuova struttura che si trova tra il Punto azzurro gestito dalla Pro Loco ed il vecchio pontile del Lamberti nella zona prospiciente al campeggio Tripesce, sono iniziati da alcuni giorni e stanno provocando non poche polemiche. Polemiche tra i residenti, ma anche tra alcuni politici che stanno seguendo i lavori. Proteste relative al fatto che la struttura si trova a pochi passi dalla battigia in una zona dove - proprio per i problemi di erosione - sono stati sospesi i progetti dei Punti azzurri che erano previsti anche nel piano della costa. Altre perplessità riguardano il fatto che la società Dune Mosse ha ottenuto la concessione per uno specchio d'acqua antistante lo stabilimento balneare di 1500 metri quadrati per ormeggio di imbarcazioni e mezzi natanti solo per la stagione estiva e per permettere la storica attività di noleggio. Andiamo ai fatti. Il Piano della costa «è decaduto - spiega l'assessore all'urbanistica Margherita Pia, che alcuni giorni fa ha provveduto ad inviare i tecnici comunali sul luogo dopo le segnalazioni arrivate da alcuni cittadini - e l'ampliamento della struttura richiesto dalla società Dune Mosse, che aveva la concessione demaniale per noleggio di attrezzature e barche, è stato approvato dalla precedente amministrazione nell'ambito del Regolamento urbanistico. La scheda relativa alla concessione prevede la realizzazione di strutture fisse coperte su un'area di concessione di 500 metri quadrati, fino ad un massimo di 200 metri quadrati di cui 100 metri per servizi e 100 metri quadrati per bar-ristorante. In più, dopo alcune osservazioni presentate dalla società, venne prevista una concessione di uno specchio d'acqua prospiciente lo stabilimento balneare di 25 metri per 60 da utilizzare, solo in estate, per ormeggio ed affitto imbarcazioni. Dopo le segnalazioni da parte di cittadini, ho inviato alcuni tecnici per effettuare un sopralluogo». Un sopralluogo, come gli stessi tecnici spiegano dal quale è emerso «che l'area demaniale attualmente recintata è più grande rispetto a quella realmente concessa per garantire la sicurezza del cantiere. La palificazione - spiegano i tecnici - è necessaria perché la struttura in legno, tranne le fondazioni, sarà rialzata da terra almeno di 80 centimetri». Fin qui i fatti ai quali però, seguono le proteste di queste ore per una struttura progettata a pochi passi dalla riva ed in una zona dove l'erosione mangia metri di sabbia ogni anno. «Una struttura - dicono i proprietari del campeggio Tripesce - che arriva in battigia e che chiude la spiaggia e copre la visuale di Vada con dei pali di cemento fino al mare». Una struttura, spiega Mario Baldeschi rappresentante di Sinistra ecologia e libertà ma residente a Vada «approvata senza che la giunta o nessun altro sollevasse elementi di criticità. Ma c'è una legge che dice che debbono essere lasciati liberi 5 metri di spiaggia dalla battigia». Molto critico anche Giacomo Luppichini consigliere comunale di A Sinistra per Rosignano che intanto ha raccolto gli atti del progetto stesso: «rispetto a ciò che c'era - dice - questo non è un semplice ampliamento ma si tratta di una nuova concessione con tanto di punto di ormeggio, un bar ed un ristorante». Ma questo ampliamento non sarà il solo su Vada.
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