Il Tirreno

La Rea in affanno per sanare i conti il piano non decolla

Alessandra Bernardeschi
La Rea in affanno per sanare i conti il piano non decolla

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ROSIGNANO. Scapigliato sta mandando piccoli segnali di ripresa: nel mese di agosto sono stati infatti 221.614 le tonnellate di rifiuti, tra speciali e solidi urbani, coperture, entrati in discarica. La cifra più alta dal mese di gennaio. Una quantità che però si discosta ancora molto dalle quasi 302mila tonnellate conferite nello stesso periodo del 2008 e dalle 283.561 dello stesso periodo del 2009.  E proprio in questi giorni Rea ha presentato un piano di rientro al Comune di Rosignano. Un piano, come specificano il sindaco Alessandro Franchi e l'assessore al bilancio Gennaro Tudisco, che deve però ancora essere esaminato nei particolari e, se se va bene, approvato. Intanto da luglio ad oggi Rea ha versato nelle casse del Comune 2 milioni e 141mila euro «e 656mila euro - spiega l'assessore Tudisco - fanno parte del piano di rientro dell'azienda. Piano che in questi giorni stiamo appunto valutando nei dettagli». A sua volta Rea che al 31 dicembre 2009 aveva circa 21milioni di residuo attivo nei confronti del Comune (ma, come ha spiegato l'assessore al bilancio «l'azienda ha 150 giorni di comporto nel pagamento e quindi alcuni crediti non sono scaduti») ha imposto piani di rientro alle aziende pubbliche e private debitrici. «È difficile - dice Fabio Ghelardini, presidente Rea - indicare gli importi precisi rientrati fino ad oggi grazie ai piani che Rea ha presentato alle aziende ed agli enti pubblici debitori; si tratta infatti di piani che debbono essere sostenibili per le aziende in crisi e che prevedono rateizzazioni nel tempo; saremo attorno al milione e mezzo di euro, ma preferiamo procedere in maniera pacata. D'altra parte se le aziende chiudono per fallimento i pagamenti verrebbero annullati ed allora sarebbe peggio».  Ghelardini parla di una Rea in sofferenza «come tante altre aziende, ma i crediti arrivano dai mancati conferimenti in discarica e non dai servizi. Una crisi dunque, legata alla crisi delle aziende perché noi siamo l'ultimo anello della catena; prova ne sono i dati sui conferimenti rifiuti speciali ossia quelli prodotti dalle aziende: è in questo settore dove abbiamo avuto il grande calo».  E, esaminando i dati degli ultimi 8 mesi raffrontati con lo stesso periodo del 2008, 2009 più che di calo sarebbe meglio parlare di debacle. A gennaio i rifiuti speciali (comprese le coperture) arrivati in discarica sono stati 3.184 tonnellate a fronte di 17.175 tonnellate del gennaio 2009 e di 20.498 nel gennaio 2008. Il trend è negativo fino a luglio ed agosto quando gli speciali hanno raggiunto le oltre 109mila tonnellate a fronte comunque delle oltre 150mila del 2009. Una piccola spinta che fa parlare appunto di «timidi segnali di ripresa» il presidente Rea. Anche se non nella stessa percentuale, il calo ha riguardato anche i rifiuti solidi urbani che hanno avuto un trend in crescita solo nei mesi estivi anche grazie alla presenza su tutto il territorio provinciale di turisti.  In questi giorni si attendono i dati di settembre per capire se la pur leggera ripresa verrà confermata.

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