Sicurezza
Il sindacato lamenta disagi per gli utenti e il personale: ci vuole almeno un infermeriere in più di notte
Pronto soccorso, non va tutto bene
«Scelta frettolosa»: il Fials chiede più personale durante il trasferimento
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CECINA. Disagi per i pazienti e problemi per i lavoratori dell'ospedale di Cecina. Non è convinto del trasferimento del Pronto soccorso il sindacato autonomo Fials. Che dice di «non condividere il modo con il quale l'Asl 6 ha troppo frettolosamente, e superficialmente, valutato» come ben riuscito il trasferimento, «sottovalutando al contrario le nostre osservazioni su aspetti lavorativi e strutturali suscettibili di possibili ripercussioni sulla sicurezza degli operatori e dei pazienti». Il Fials chiede all'Asl 6 di risolvere alcune problematiche, a partire dal potenziamento «di almeno una unità infermieristica nel turno di notte, tenuto conto che la nuova postazione di triage risulta più isolata rispetto alla precedente collocazione, e l'aumento della distanza dei percorsi verso le diagnostiche può comportare tempi maggiori di allontanamento di un infermiere e di un Oss dal reparto. Con la conseguenza che ci può essere un unico infermiere presente per tutte le medicherie». Ritiene anche necessario «aumentare il numero degli Oss poiché tutti i servizi di supporto alle attività di pronto soccorso risultano ostacolate dal decentramento della nuova sede, si fa inoltre presente che l' Oss impegnato all'accoglienza è previsto solo per 12 ore e non per 24 come nell'ospedale di Livorno». La segreteria del Fials, con una nota di Daniela Boem, insiste sulla «necessità di sollevare il personale infermieristico dai compiti aggiuntivi di squadra anti incendio. A ciò si aggiunge la necessità di intervenire, con una soluzione alternativa utilizzabile da subito, per evitare che l'accesso notturno di personale (reperibili) e di utenza (morgue, sala parto ecc.) coincida con l'ingresso del nuovo pronto soccorso in quanto si deve impedire che gli utenti attraversino lo spazio, decisamente ristretto, adibito alla sosta di pazienti barellati o seduti sotto continua osservazione del triagista e che gli infermieri debbano fare anche da portieri». «Ciò che desta preoccupazione è la non idoneità, ad avviso del Fials, di molte delle scelte adottate per rendere adeguata la nuova collocazione del Pronto Soccorso ai bisogni dei lavoratori e degli utenti e ciò in considerazione del fatto che trattasi di un trasferimento non dettato da una situazione contingente imprevedibile ma programmato ormai da anni e quindi realizzabile in modo più razionale e con maggiori garanzie. Inoltre la Regione Toscana aveva finanziato il piano di "Azioni di miglioramento sui pronti soccorso toscani" affinchè i lavori di adeguamento del Pronto soccorso di Cecina fossero completati entro il 2008». Il timore, anche per l'ospedale di comunità, è che «si voglia operare senza incrementare di personale in ottemperanza, purtroppo, ad un piano assunzioni sottoscritto solo da Cgil-Cisl-Uil».
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