La manifestazione
Comuni in affanno sulla differenziata bene solo Castagneto
Rino Bucci
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CECINA. È Castagneto il Comune più attento alla raccolta differenziata nella provincia. I dati pubblicati dalla Regione parlano chiaro: nel borgo carducciano, già eletto "Comune riciclone" da Legambiente, ben il 53,85 per cento della popolazione separa la spazzatura.
Il caso Castagneto. Numeri importanti, se si considera che le altre amministrazioni livornesi della Bassa val di Cecina sono tutte staccate di oltre dieci punti percentuali. «Sono circa quindici anni - commenta il sindaco Fabio Tinti - che abbiamo la soddisfazione di essere premiati con questi risultati. È il frutto di una politica costruita negli anni, attenta all'ambiente. Un plauso anche cittadinanza e alle imprese, sensibile ai temi ecologici». Il primo cittadino illustra anche alcune novità in tema di riciclo. «Verrà attivata a breve - spiega Tinti - l'isola ecologica a punti in collaborazione con Asiu e Unicoop Tirreno. Inoltre, sarà implementato il servizio di raccolta rifiuti porta a porta in alcune zone del territorio. Anche l'isola ecologica itinerante è stata un successo».
Gli altri. Staccato di oltre undici punti il Comune di Bibbona, dove nel 2009 il 41,09 per cento dei residenti ha differenziato i rifiuti. Segue Cecina: qui il 40,13 per cento si è dedicato alla separazione della spazzatura. La percentuale risente in positivo del successo che la raccolta porta a porta sta avendo nella frazione di San Pietro in Palazzi in questi ultimi anni. Solo durante quest'estate si sono registrati dei problemi derivati dal ritardo nel ritiro dell'immondizia. Fanalino di coda il Comune più grande della Bassa Val di Cecina: nel 2009, a Rosignano (oltre 32mila abitanti) sono state accumulate più di 19mila tonnellate di rifiuti. Un numero inferiore solo a quello registrato a Livorno. Di queste, solo il 37,88 per cento sarà destinato alla differenziata. Un problema non solo ecologico (meno riciclo uguale più inquinamento), ma anche economico: il costo del conferimento in discarica dei rifiuti non differenziati - lo stabilisce la normativa regionale - segue la dinamica delle quantità del rifiuto stesso. In altre parole: chi differenzia meno, paga di più.
Nei Comuni collinari. Decisamente più bassi i numeri nei piccoli Comuni collinari. Vuoi per campagne informative meno incisive, vuoi per problemi logistici, in pochi si dedicano alla differenziata. Fanalino di coda con il 14,42 per cento il comune di Casale. «In questi anni abbiamo avuto dei problemi - spiega il sindaco Fabrizio Burchianti - nel 2007 eravamo al 12 per cento. Dal 2008, abbiamo cambiato gestore e siamo passati a Rea. Nel primo anno siamo saliti al 14 per cento, mentre nel 2009 siamo arrivati al 21 per cento». Burchianti, dunque, contesta i numeri forniti dalla Regione Toscana. «Sulla base delle cifre in nostro possesso - dice Burchianti - credo che i dati della Regione non siano stati aggiornati all'anno scorso». Sorprendente exploit di Monteverdi con il 47,52 per cento dei residenti dediti alla separazione dell'immondizia. Rino Bucci
Il caso Castagneto. Numeri importanti, se si considera che le altre amministrazioni livornesi della Bassa val di Cecina sono tutte staccate di oltre dieci punti percentuali. «Sono circa quindici anni - commenta il sindaco Fabio Tinti - che abbiamo la soddisfazione di essere premiati con questi risultati. È il frutto di una politica costruita negli anni, attenta all'ambiente. Un plauso anche cittadinanza e alle imprese, sensibile ai temi ecologici». Il primo cittadino illustra anche alcune novità in tema di riciclo. «Verrà attivata a breve - spiega Tinti - l'isola ecologica a punti in collaborazione con Asiu e Unicoop Tirreno. Inoltre, sarà implementato il servizio di raccolta rifiuti porta a porta in alcune zone del territorio. Anche l'isola ecologica itinerante è stata un successo».
Gli altri. Staccato di oltre undici punti il Comune di Bibbona, dove nel 2009 il 41,09 per cento dei residenti ha differenziato i rifiuti. Segue Cecina: qui il 40,13 per cento si è dedicato alla separazione della spazzatura. La percentuale risente in positivo del successo che la raccolta porta a porta sta avendo nella frazione di San Pietro in Palazzi in questi ultimi anni. Solo durante quest'estate si sono registrati dei problemi derivati dal ritardo nel ritiro dell'immondizia. Fanalino di coda il Comune più grande della Bassa Val di Cecina: nel 2009, a Rosignano (oltre 32mila abitanti) sono state accumulate più di 19mila tonnellate di rifiuti. Un numero inferiore solo a quello registrato a Livorno. Di queste, solo il 37,88 per cento sarà destinato alla differenziata. Un problema non solo ecologico (meno riciclo uguale più inquinamento), ma anche economico: il costo del conferimento in discarica dei rifiuti non differenziati - lo stabilisce la normativa regionale - segue la dinamica delle quantità del rifiuto stesso. In altre parole: chi differenzia meno, paga di più.
Nei Comuni collinari. Decisamente più bassi i numeri nei piccoli Comuni collinari. Vuoi per campagne informative meno incisive, vuoi per problemi logistici, in pochi si dedicano alla differenziata. Fanalino di coda con il 14,42 per cento il comune di Casale. «In questi anni abbiamo avuto dei problemi - spiega il sindaco Fabrizio Burchianti - nel 2007 eravamo al 12 per cento. Dal 2008, abbiamo cambiato gestore e siamo passati a Rea. Nel primo anno siamo saliti al 14 per cento, mentre nel 2009 siamo arrivati al 21 per cento». Burchianti, dunque, contesta i numeri forniti dalla Regione Toscana. «Sulla base delle cifre in nostro possesso - dice Burchianti - credo che i dati della Regione non siano stati aggiornati all'anno scorso». Sorprendente exploit di Monteverdi con il 47,52 per cento dei residenti dediti alla separazione dell'immondizia. Rino Bucci
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