Il Tirreno

Gianni aiuta ancora l'Africa

Alessandro Bientinesi
Gianni Barsotti, il giovane di Marina di Cecina, durante un viaggio nella sua amata Africa
◗
Gianni Barsotti, il giovane di Marina di Cecina, durante un viaggio nella sua amata Africa

Un libro e un blog del giovane volontario

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Il 9 ottobre di due anni fa una gravissima forma di malaria si portò via Gianni Barsotti. Trent'anni non ancora compiuti, Gianni aveva un sogno: aiutare i paesi poveri dell'Africa, in particolare i bambini. Per realizzarlo aveva lasciato un lavoro sicuro in banca, quello al Credito Cooperativo di Castagneto Carducci dove era ben voluto e apprezzato. Mamma Elide e papà Nedo non si erano mai opposti a questo suo desiderio. Quando era partito per Bissora, capitale della Guinea Bissau, alla fine del 2007, sapevano che Gianni aveva finalmente trovato la sua strada, ciò che lo avrebbe reso felice. Una famiglia molto unita e numerosa quella di Gianni, unico maschio di quattro figli. Le sorelle Elisa, Giulia e Teresa stravedevano per lui e non solo perché era il fratello maggiore: un ragazzo eccezionalmente normale. Pacato ma con una spiccata ironia. Anche quando scoprì nell'ottobre del 2008, tornato dalla missione di un anno in Africa, di aver contratto la malaria trovò la forza di scherzare con gli amici. «Beh, mi sono portato anche questo souvenir dall'Africa. Vi contatterò appena possibile». Questo il suo ultimo messaggio agli amici.  Inutile nascondere che un ragazzo così abbia lasciato non solo nella famiglia, ma in tutta la comunità cecinese, un vuoto enorme. La straordinarietà di Gianni, però, sta proprio nei due anni che sono passati dalla sua scomparsa. E nel mondo in cui questo vuoto ha continuato, giorno dopo giorno, a riempirlo. La sua presenza è ancora viva, Gianni ha lasciato tracce indelebili. Il primo dono l'ha fatto alla sua terra, alla sua Marina di Cecina in primis. "Il Vecchio Ciao", libro edito da Belforte & Guastalla e finanziato dalla Bcc di Castagneto, è ambientato quasi per intero nel vecchio zuccherificio cecinese. Ma prende anche spunto dal blog che aveva creato, "bella mi' Castiglioncello", a dimostrazione del forte legame che Gianni aveva con il territorio. Parte dei proventi delle vendite sono state devolute alla Lvia, l'associazione cuneese per la quale operava in Africa. E sempre in sua memoria alla stessa Lvia sono stati devoluti i proventi di molte altre iniziative, alcune delle quali legate al mondo del calcio. Quella per il pallone, infatti, era un'altra delle grandi passioni che Gianni si era portato in Guinea Bissau. Nell'anniversario della sua scomparsa, dunque, visitare il sito www.lvia.it e fare una donazione per i tanti progetti dell'associazione che opera in Africa potrebbe essere il modo migliore per ricordare questo ragazzo eccezionalmente normale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa