Il dolore
Ridi chiede il rito abbreviato
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Lex consigliere Roberto Ridi Depositata la richiesta dell'avvocato difensore Marinai Presto il processo per gli assalti agli uffici postali
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CECINA. Ha sciolto la riserva. Niente patteggiamento: Roberto Ridi ha chiesto di essere processato con la formula del rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena e velocizza il procedimento permettendo al tribunale di decidere allo stato degli atti. Cioè sulla base delle prove raccolte fin qui. Considerando che Ridi ha reso ampia confessione, il dibattimento non è più necessario. Il suo avvocato Enrico Marinai ha depositato dunque tale richiesta. Resta da vedere se verrà accettata, ma non dovrebbero esserci problemi. E quindi si prevede che l'udienza possa celebrarsi nel giro di un mese. Magari proprio il 3 novembre, data già fissata in precedenza dal gip Gianmarco Marinai su richiesta di giudizio immediato (cioè senza il filtro dell'udienza preliminare) da parte del pubblico ministero Fiorenza Marrara. Nel frattempo l'ex consigliere del Pdl di Castagneto rimane in carcere alle Sughere, dove è recluso da quattro mesi. Ridi dovrà rispondere di due rapine consumate negli uffici postali di Casale (il 16 aprile) e di Ponteginori (il 13 maggio), e di tre tentativi andati a vuoto (due all'ufficio postale di Quercianella, il 23 marzo e il 6 maggio, uno a quello di Gavorrano l'8 giugno). Rapine eseguite o tentate in modo goffo, con un travestimento per modo di dire: k-way scuro, occhiali e cappellino da baseball. Però a mano armata, anche se con una pistola scarica. Considerando l'arma e la continuazione del reato, è preclusa la possibilità di una pena minima e della relativa sospensione condizionale. La difesa punta però a far valere il passato irreprensibile di Ridi, la collaborazione alle indagini, il comportamento tenuto in carcere e il fatto di avervi già scontato quattro mesi, per puntare agli arresti domiciliari.
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